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Il 24 ottobre 2025, Papa Leone XIV ha approvato il decreto riguardante il martirio di don Jan Świerc SDB e dei suoi otto compagni. Il 6 giugno 2026, presso il Santuario di San Giovanni Paolo II a Cracovia, si terrà la beatificazione di questi nove martiri salesiani assassinati nei campi di concentramento tedeschi di Auschwitz e Dachau durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono otto di 2812 persone consacrate polacche morte durante la Seconda Guerra Mondiale
Tra questi salesiani martiri c'erano catechisti, educatori, docenti di seminario, confessori, musicisti e sportivi. Lavoravano principalmente con i giovani: gestivano scuole, orfanotrofi, parrocchie e luoghi di incontro. Tutti quei compiti che la congregazione salesiana affidava loro. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale ed occupazione della Polonia da parte dei tedeschi questa loro attività fu una delle ragioni del loro arresto. Come sottolinea l’ispettore salesiano don Dariusz Bartocha SDB «furono arrestati perché lavoravano bene, perché erano zelanti, perché lavoravano con i giovani. Nessun regime lo gradisce; non gradisce chi ha le proprie opinioni, non gradisce chi organizza gli altri». «Quattro di loro morirono il giorno dopo il loro arrivo ad Auschwitz. Era chiaro: erano spediti lì ed erano destinati a morire» - spiega don Bartocha.


Giovane Wojtyla nella parrocchia salesiana
Nell'autunno del 1938, Karol Wojtyła e suo padre si trasferirono da Wadowice a Cracovia e si stabilirono in via Tyniecka, nella parrocchia di San Stanislao Kostka, nel quartiere Debniki, gestita dai Salesiani. Ogni giorno Karol andava in chiesa alla Santa Messa. Per pregare aveva un posto tutto suo nella chiesa: davanti all'immagine della Madonna Ausiliatrice.
Il giovane Wojtyła era molto conosciuto dai Salesiani. Pregava a bassa voce, motivo per cui lo chiamavano scherzosamente «Grillo». «La gente lo riconosceva: ogni volta che qualcuno iniziava a pregare sottovoce nella chiesa vuota e silenziosa, sapevano chi era» - ricorda don Andrzej Gołębiowski SDB, vicario della Provincia di Cracovia della Società Salesiana. Tutti sottolineano che gli anni di Karol Wojtyła passati a Debniki ebbero un impatto significativo sul suo percorso vocazionale perché la sua vocazione maturò proprio nella parrocchia dei salesiani. Il loro sacrificio all’inizio della guerra divenne un impulso per nuove vocazioni, tra cui anche la vocazione di Karol Wojtyla. Perciò non è un caso che dopo essere stato ordinato sacerdote il 1° novembre 1946 nella cappella privata degli Arcivescovi di Cracovia, don Wojtyla volle celebrare una delle sue «prime Messe» nella chiesa di San Stanislao Kostka (il 3 novembre 1946).
Di quel periodo Giovanni Paolo II scriveva nel suo libro «Dono e Mistero» della parrocchia e di un mistico laico attivo presso di essa: «Debbo ancora fare un salto indietro, al periodo che precedette l'entrata in seminario. Non posso, infatti, omettere di ricordare un ambiente e, in esso, un personaggio da cui in quel periodo ricevetti veramente molto. L'ambiente era quello della mia parrocchia, intitolata a San Stanislao Kostka, a Debniki in Cracovia. La parrocchia era diretta dai Padri Salesiani, che un giorno furono deportati dai nazisti nel campo di concentramento. Rimasero soltanto un vecchio parroco e l'ispettore della provincia, tutti gli altri furono internati a Dachau. Credo che nel processo di formazione della mia vocazione l'ambiente salesiano abbia svolto un ruolo importante».


Jan Tyrnowowski, un mistico laico, guida spirituale di Wojtyla
Nel suo libro Giovanni Paolo II scrive in seguito di una persona che si distingueva tra le altre: Jan Tyranowski. «Di professione era impiegato, anche se aveva scelto di lavorare nella sartoria di suo padre. Affermava che il lavoro di sarto gli rendeva più facile la vita interiore. Era un uomo di una spiritualità particolarmente profonda. I Padri Salesiani, che in quel difficile periodo avevano ripreso con coraggio ad animare la pastorale giovanile, gli avevano affidato il compito di intessere contatti con i giovani nell'ambito del cosiddetto ‘Rosario vivo’. Jan Tyranowski assolse questo incarico non limitandosi all'aspetto organizzativo, ma preoccupandosi anche della formazione spirituale dei giovani che entravano in rapporto con lui. Imparai così i metodi elementari di autoformazione che avrebbero poi trovato conferma e sviluppo nell'itinerario educativo del seminario. Tyranowski, che era venuto formandosi sugli scritti di San Giovanni della Croce e di Santa Teresa d'Avila, mi introdusse nella lettura, straordinaria per la mia età, delle loro opere».
Il processo di beatificazione di Jan Leopold Tyranowski a livello diocesano è stato guidato dalla Curia vescovile di Cracovia. È iniziato il 30 settembre 1997 nella cappella dei vescovi di Cracovia e si è concluso il 15 marzo 2000 nella chiesa di San Stanislao Kostka a Cracovia-Debniki. 20 gennaio 2017 papa Francesco ha firmato il decreto sulle virtù eroiche del Servo di Dio Jan Tyranowski. Attualmente, le spoglie mortali del Venerabile Servo di Dio si trovano nella chiesa salesiana a Debniki, vicino alla cappella di Maria Ausiliatrice, dove il giovane Karol Wojtyła era solito pregare davanti alla sua immagine.
Il 6 giugno 2026 nove martiri salesiani saranno beatificati presso il santuario dedicato a colui che più di ottant’anni fa frequentava la loro parrocchia e di cui furono le guide spirituali. Anche così si realizza la comunione dei santi.



