Abolire il reato di clandestinità o per lo meno derubricarlo a sanzione amministrativa? «Decisamente sì», risponde monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, che aggiunge:  «Noi ci difendiamo e con le norme della legge Bossi-Fini precludiamo qualsiasi possibilità di ingresso e di dialogo. Impediamo anche di bussare, perché chi decide di bussare alla porta dell’Italia deve passare attraverso una trafila di norme burocratiche infernali, che ci rendono un Paese inaccessibile. E ne fanno le spese i migranti più deboli quelli che attraversano il deserto e arrivano con le barche, che sono solo il 20 per cento di chi arriva in Italia. Per loro ci sono i cosiddetti centri di accoglienza e di identificazione, che sono in pratica prigioni. Gli altri arrivano con visto turistico e restano o passano in altri Paesi. L’Italia ha ridotto al lumicino la cooperazione internazionale con i Paesi più poveri. Almeno riscattiamoci con l’abolizione del reato di clandestinità e prevediamo regole più umane per chi arriva da noi e per chi nasce in Italia. La petizione di Famiglia Cristiana è una ottima iniziativa e il mio è un deciso sì».