Ho cinquantacinque anni, sono sposata e ho due figli. Io e mio marito lavoriamo entrambi: lui è magazziniere e io cassiera in un ipermercato. Sono tante le brutte cose che si vedono ogni giorno in Tv: stupri, mariti che ammazzano le mogli, terrorismo, guerre, povertà, sbarchi di clandestini... I nostri governanti, a parole, hanno sempre la soluzione giusta. Ma poi, dopo il clamore, si dimenticano di tutto. Anche la Chiesa predica bene e razzola male. Per la costruzione di alcuni edifici di culto si sono spesi tantissimi soldi. Pur essendo una credente, mi chiedo se con quei denari non fosse stato meglio sfamare migliaia di poveri in Italia e nel mondo. Devo anche dirle una cosa che non le farà piacere: non capisco perché se un alto prelato sta male, subito ha a disposizione i migliori ospedali e medici. Mia sorella, che ora non c’è più, ha vissuto un tremendo calvario, ma non ha avuto tutta questa assistenza. Anzi, a volte, per un esame clinico doveva attendere diverse ore su una barella dura e scomoda. Aveva piaghe da decubito e soffriva tantissimo. Se chiedeva di affrettare la visita, le rispondevano che doveva aspettare il suo turno.

DONATELLA M. - Venezia

Papa Francesco sta spingendo la Chiesa nella direzione che tu auspichi, cara Donatella, perché non ci siano privilegi né differenze di classe, in ogni ambito. Non solo ospedaliero. Anzi, chi ha maggiori responsabilità dev’essere più a servizio degli ultimi. Sull’esempio di Gesù. Ma questo già avviene nella Chiesa, dove tantissimi sono in prima linea nell’assistenza dei poveri e nell’assicurare il pane quotidiano a una massa di indigenti di cui nessuno si occupa. Infine, gli eccessi sono deprecabili e sempre da evitare. Ma tra il decoro per la casa di Dio e l’assistenza ai poveri non c’è affatto contrapposizione.