Come sarebbe il mondo se ci fossero più leader donne? Una domanda che assume un particolare valore in questo momento difficie, caratterizzato da paure e incertezze per una guerra che sentiamo particolarmente vicina. E se lo chiedono anche i ricercatori del progetto More Women leadership for a better world: care as a driver for our Common Home. Lo scopo è ndividuare un nuovo modello solidale di inclusione e di sviluppo sostenibile, che faccia perno proprio sull’accresciuta presenza di donne nei ruoli decisionali, che mostrano una notevole capacità di provvedere con attenzione ai bisogni delle persone e del pianeta  e di avere a  cuore il bene comune con una visione di lungo periodo, caratteristiche particolarmente necessarie nell’attuale contesto di crisi sanitaria, ambientale e sociale. La ricerca sarà condotta in dieci Paesi - quelli dove hanno sede i membri delle comunità di SACRU e di Centesimus - e i risultati finali saranno presentati dopo l’estate presso la Santa Sede.

I ricercatori intendono, con un approccio multidisciplinare, individuare gli ostacoli che ancora oggi impediscono o frenano l’accesso delle donne ai ruoli apicali nelle imprese e nella società, a partire per esempio dalla scarsa presenza femminile nelle discipline STEM (acronimo inglese che sta per Science, Technology, Engineering e Math) e dai retaggi della cultura patriarcale del passato e proporre alcune raccomandazioni su come migliorare la situazione con ampi benefici per tutti. Per questo è simbolica e densa di significati la scelta di annunciare il lancio di questa ricerca proprio a Dubai, in un’area del mondo dove le donne stanno muovendo i primi passi verso il riconoscimento pieno del loro ruolo sociale ed economico.

L'iniziativa scientifica è stata presentata a Dubai (il 6 marzo) e promossa da Fondazione Centesimus Annus e da SACRU, il network internazionale di atenei cattolici (capofila l’Università Cattolica). I risultati finali dell’indagine saranno presentati in anteprima al Santo Padre