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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante il question time alla Camera, Roma, 22 aprile 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo al question time alla Camera, ha ribadito il no alla reintroduzione del reato di abuso d’ufficio e ha sostenuto che “parlare di modeste mazzette non è una bestemmia”. Secondo il ministro, il riferimento alla “modestia” rientra nei principi già previsti dal codice penale, come la “tenuità del fatto” o la “modica quantità” applicata ad altri reati, e non rappresenta una minimizzazione della corruzione.
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C’è qualcosa di sconcertante nella serie di trovate che il ministro della giustizia Nordio scodella di giorno in giorno. La batosta del Referendum non è servita a calmarlo. L’idea di premiare gli avvocati per infedele patrocinio, se convincessero i loro assistiti a rimpatriare, è indecorosa. L’ostilità ai trojan, i virus per le intercettazioni telefoniche, ha spinto ora Nordio a un’uscita che merita un immediato commento, prima che si traduca in qualche decreto legge. I reati di corruzione sarebbero, talvolta, di modica gravità: è una constatazione ovvia, tutti i reati possono essere più o meno gravi a seconda della loro qualità e della entità materiale dei fatti. Sì può rubare un tesoro o una saponetta. Si può ferire e perfino uccidere con motivi, intenzioni, modalità diversissime. Per questo la legge prevede differenti figure di reato, molteplici circostanze aggravanti o attenuanti; e, per ogni illecito, una pena minima e una massima. Che senso ha dunque discettare di una modica gravità della corruzione? Soprattutto considerando la situazione del nostro Paese, malinconicamente rappresentabile da un dato: le inchieste promosse in materia, in un anno, dalla Procura europea vedono l' Italia indagata più di tutti gli altri Paesi messi assieme. C’è di che riflettere seriamente sulle misure da prendere, per esempio nella disciplina degli appalti, negli affidamenti diretti senza gara. Va riconsiderato il problema dell'abuso di ufficio, stoltamente abolito in un contesto come il nostro.
Invece no, ci si ostina a non considerare il danno che la cittadinanza patisce per effetto della corruzione. Si agevola l'uso del contante e così l'evasione e la circolazione del denaro sporco. La modica quantità di sostanza stupefacente nominata dalla legge non ha nulla a che vedere con la corruzione. Così la sortita del ministro risulta inutile, inopportuna, nociva quando invece la percezione della gravità della corruzione deve rafforzarsi. Forse c'è da augurarsi che d’ora in avanti le sortite di Nordio siano di modica quantità, questo sì.




