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Per chi scrive questo articolo l'appuntamento con la fine è fissato per il 17 gennaio 2044. Sarà una domenica. Mattina, pomeriggio o sera non è dato saperlo. Ma la data sì, almeno a livello puramente matematico-statistico. Sul sito Internet www.population.io (attenzione, .io e non .it) - che per ora è disponibile in versione Beta, ed è una realizzazione del World Population Project della Banca Mondiale - è possibile conoscere il giorno della propria morte. Non solo: si può avere una sorta di "viaggio" della propria esistenza espresso in numeri e date, la propria posizione nella popolazione mondiale e quanto ci resta da vivere. Informazione, quest'ultima, espressa in due varianti: come "cittadini del mondo", cioè secondo criteri statistici connessi alle aspettative di vita globali, e come cittadini del Paese in cui siamo nati e dove viviamo, che ovviamente ha proiezioni statistiche diverse rispetto alla media planetaria dovute alle condizioni climatiche, sanitarie e demografiche di quel luogo.
Per conoscere tutto questo, ammesso che ci interessi o che si abbia il coraggio di scommettere sulla efficacia statistica dell'algoritmo di www.population.io, capace di dirci quando sarà il giorno della nostra morte, basta collegarsi al sito (provando ad accedervi da più browser, perché per esempio da Google Chrome al momento non si accede, mentre funziona bene con Firefox), inserire giorno, mese e anno di nascita, nazione e sesso, e il "gioco" è fatto. La prima cosa che il sito Internet restituisce è la percentuale di quante persone al mondo (oppure in Italia) sono più vecchie e più giovani di voi. Nel caso di scrive, ben l'83 per cento di quelli che vivono su questo pianeta sono più giovani (e per iniziare non è una bella sensazione).
Poi il sito dà una breve timeline della propria esistenza: giorno di nascita, giorno della maggiore età, giorno nel quale c'erano 4 miliardi di persone nel mondo e la data attuale. Poi compare un veloce report di quante persone nel mondo condividono con voi la data di nascita: sempre nel caso di chi scrive, 31.091 in India, 627 in Arabia saudita, 125 in Papua Nuova Guinea, 34 nel Qatar. Poi c'è un curioso calcolo immediato di quale sarebbe la nostra aspettativa di vita se noi vivessimo in un Paese diverso dall'Italia. E, infine, la data presunta di morte come "cittadino del mondo" e l'aspettativa di vita, espressa in giorno-mese-anno di morte, come cittadino italiano. E la differenza matematico-statistica generata dalla media non è da poco, perché per chi scrive queste righe la data di morte come "cittadino del mondo" è fissata il 18 maggio 2038, mentre come "cittadino dell'Italia" è il 17 gennaio 2044.
Occorre ovviamente dire, per chiunque intenda provare il responso dell'algoritmo, che questi calcoli non tengono ovviamente conto nè del nostro stile di vita, né del modo in cui mangiamo (o beviamo), né se siamo o no fumatori. Non tengono conto di malattie pregresse o future, né di eventi traumatici improvvisi, né il computer tiene conto nei calcoli delle statistiche sugli incidenti stradali. Population.io utilizza i dati demografici ufficiali prodotti dalle Nazioni Unite e pubblicati nei World Population Prospects, la maggior parte dei quali è disponibile in cicli annuali o di 5 anni. Utilizza le stime precedenti nel periodo 1950-2010 e la media della popolazione di proiezione sino a 2100. E in questi calcoli incrocia la distribuzione demografica giornaliera nel mondo e per 200 Paesi (esclusi quelli con piccole dimensioni nella popolazione).
Insomma, il sito lavora, seppure con interpolazioni matematiche e statistiche sofisticate solo ed esclusivamente sull'aspettativa di vita, la quale può essere derminata da molti fattori. Il sito www.population.it, però, ne prende in esame soltanto tre: l'età attuale, il genere e il Paese di nascita o residenza. L'aspettativa di vita sarà plasmata da molti sviluppi futuri, alcuni dei quali potrebbero essere totalmente imprevisti e imprevedibili. E infatti gli autori del sito si affrettano a sottolineare che «Population.io non ha alcuna responsabilità nell'accuratezza dei dati». Come dire: sulla data della vostra morte (che loro indicano in un giorno preciso del futuro) non prendetevela con noi.
Per conoscere tutto questo, ammesso che ci interessi o che si abbia il coraggio di scommettere sulla efficacia statistica dell'algoritmo di www.population.io, capace di dirci quando sarà il giorno della nostra morte, basta collegarsi al sito (provando ad accedervi da più browser, perché per esempio da Google Chrome al momento non si accede, mentre funziona bene con Firefox), inserire giorno, mese e anno di nascita, nazione e sesso, e il "gioco" è fatto. La prima cosa che il sito Internet restituisce è la percentuale di quante persone al mondo (oppure in Italia) sono più vecchie e più giovani di voi. Nel caso di scrive, ben l'83 per cento di quelli che vivono su questo pianeta sono più giovani (e per iniziare non è una bella sensazione).
Poi il sito dà una breve timeline della propria esistenza: giorno di nascita, giorno della maggiore età, giorno nel quale c'erano 4 miliardi di persone nel mondo e la data attuale. Poi compare un veloce report di quante persone nel mondo condividono con voi la data di nascita: sempre nel caso di chi scrive, 31.091 in India, 627 in Arabia saudita, 125 in Papua Nuova Guinea, 34 nel Qatar. Poi c'è un curioso calcolo immediato di quale sarebbe la nostra aspettativa di vita se noi vivessimo in un Paese diverso dall'Italia. E, infine, la data presunta di morte come "cittadino del mondo" e l'aspettativa di vita, espressa in giorno-mese-anno di morte, come cittadino italiano. E la differenza matematico-statistica generata dalla media non è da poco, perché per chi scrive queste righe la data di morte come "cittadino del mondo" è fissata il 18 maggio 2038, mentre come "cittadino dell'Italia" è il 17 gennaio 2044.
Occorre ovviamente dire, per chiunque intenda provare il responso dell'algoritmo, che questi calcoli non tengono ovviamente conto nè del nostro stile di vita, né del modo in cui mangiamo (o beviamo), né se siamo o no fumatori. Non tengono conto di malattie pregresse o future, né di eventi traumatici improvvisi, né il computer tiene conto nei calcoli delle statistiche sugli incidenti stradali. Population.io utilizza i dati demografici ufficiali prodotti dalle Nazioni Unite e pubblicati nei World Population Prospects, la maggior parte dei quali è disponibile in cicli annuali o di 5 anni. Utilizza le stime precedenti nel periodo 1950-2010 e la media della popolazione di proiezione sino a 2100. E in questi calcoli incrocia la distribuzione demografica giornaliera nel mondo e per 200 Paesi (esclusi quelli con piccole dimensioni nella popolazione).
Insomma, il sito lavora, seppure con interpolazioni matematiche e statistiche sofisticate solo ed esclusivamente sull'aspettativa di vita, la quale può essere derminata da molti fattori. Il sito www.population.it, però, ne prende in esame soltanto tre: l'età attuale, il genere e il Paese di nascita o residenza. L'aspettativa di vita sarà plasmata da molti sviluppi futuri, alcuni dei quali potrebbero essere totalmente imprevisti e imprevedibili. E infatti gli autori del sito si affrettano a sottolineare che «Population.io non ha alcuna responsabilità nell'accuratezza dei dati». Come dire: sulla data della vostra morte (che loro indicano in un giorno preciso del futuro) non prendetevela con noi.



