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Sono molto deluso dal mio partito e soprattutto dal suo presidente Renzi per aver proposto una legge sulle unioni civili che, in realtà, sono un matrimonio mascherato. Il termine stepchild adoption non a caso viene molto usato, in quanto nasconde la vera natura di ciò che vuol proporre: l’apertura graduale e mascherata a tutti i generi di adozione. Secondo i sondaggi più affi
dabili e spesso ignorati da molti conduttori televisivi, la maggioranza degli italiani, me compreso, in linea di massima sono favorevoli alle unioni civili. Ma a condizione che siano ben distinte dal matrimonio. Stupisce non poco che il Premier Renzi, che partecipò al “Family day” del 2007, in tema di politica familiare ha assunto posizioni ambigue e distanti da allora. Tutto ciò ha il sapore di scelte opportunistiche. Rimane il fatto incontestabile che l’italiano medio, al di sopra di ogni tendenza religiosa o politica, ritiene sempre la famiglia naturale il principale fondamento della società.
Sulla coerenza dei politici c’è poco da scommettere. E loro, poi, sono così abili da farci credere che non hanno mai cambiato opinione. Quanto al dibattito sulle unioni civili, un clima di confronto più sereno avrebbe permesso di evitare contrapposizioni ideologiche, che portano solo a inasprire gli animi. I mass media, poi, non hanno fatto nulla per svelenire il clima da stadio su temi così delicati. Spesso, anzi, hanno alzato i toni, cercato la rissa o fatto poca chiarezza su valori e numeri in ballo. Qualche esempio? I ragazzi interessati all’adozione, secondo il ddl Cirinnà, non sono i centomila sbandierati sui giornali, ma poco più di cinquecento. Allo stesso modo, è stato ignorato che, secondo molti sondaggi, quattro italiani su cinque sono contrari all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.
LUCA
Sulla coerenza dei politici c’è poco da scommettere. E loro, poi, sono così abili da farci credere che non hanno mai cambiato opinione. Quanto al dibattito sulle unioni civili, un clima di confronto più sereno avrebbe permesso di evitare contrapposizioni ideologiche, che portano solo a inasprire gli animi. I mass media, poi, non hanno fatto nulla per svelenire il clima da stadio su temi così delicati. Spesso, anzi, hanno alzato i toni, cercato la rissa o fatto poca chiarezza su valori e numeri in ballo. Qualche esempio? I ragazzi interessati all’adozione, secondo il ddl Cirinnà, non sono i centomila sbandierati sui giornali, ma poco più di cinquecento. Allo stesso modo, è stato ignorato che, secondo molti sondaggi, quattro italiani su cinque sono contrari all’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali.




