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Piccola e piatta, la rotula ha un ruolo fondamentale nella biomeccanica del ginocchio: un suo spostamento, anche minimo, può intralciare il funzionamento dell’intera articolazione.
«È un osso libero che, guidato dal muscolo quadricipite, scorre all’interno di un solco (la troclea), situato
nella parte anteriore del femore», spiega il dottor Walter Pascale, responsabile Chirurgia del ginocchio II e Chirurgia artroscopica dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. «Quando ha una struttura anatomica un po’ irregolare, oppure il muscolo “tira” più verso l’interno o verso l’esterno, questo piccolo osso tende a fuoriuscire dal solco che lo accoglie. Si parla in questo caso di “sindrome da malallineamento rotuleo” o, più comunemente, di “rotula strabica”».
Disturbo in aumento
«Il problema è spesso congenito, cioè presente fin dalla nascita, e più frequente nelle donne, per la particolare struttura anatomica del ginocchio femminile», spiega il dottor Pascale. «Ma la rotula può deviare anche per colpa di un trauma esterno, per esempio dovuto all’esecuzione scorretta di certe attività sportive (come lo step). Oggi questa patologia è in aumento proprio per il numero crescente di persone che fanno sport senza il controllo di un istruttore».
Il sintomo è il dolore, che può essere anche lieve, o saltuario: lo si avverte quando ci si alza dopo essere stati accovacciati o seduti a lungo, oppure quando si sale o si scende una scala. «Se trascurato, lo scorrimento alterato della rotula progressivamente usura la cartilagine articolare, portando a condropatie (infiammazioni del tessuto) e artrosi», spiega lo specialista. «Quando si ha un dolore anteriore al ginocchio, inoltre, è sempre bene indagare e valutare l’intero assetto corporeo: il disturbo potrebbe derivare da un problema più “a monte”, per esempio dell’articolazione dell’anca, o della colonna vertebrale».
Un nuovo trattamento
Il trattamento è tendenzialmente conservativo: «Lo “strabismo” si corregge prevalentemente con esercizi fisioterapici specifici, che servono a rinforzare il tono muscolare e in particolare a potenziare il quadricipite», spiega il dottor Pascale. «Se già ci sono danni articolari, invece, può essere opportuno ricorrere a una terapia medica. Oltre alle infiltrazioni di acido ialuronico, sempre valide, oggi rivelano una buona efficacia quelle a base di fattori di crescita piastrinici ricavati dal sangue del paziente stesso». Di che cosa si tratta? «I fattori di crescita sono particolari sostanze prodotte dalle piastrine, in grado di favorire il processo di riparazione dei tessuti», afferma lo specialista. «Dopo il prelievo, il sangue viene centrifugato con una speciale apparecchiatura per isolarne il siero (la parte ricca, appunto, di questi fattori di crescita) che poi viene immesso direttamente nella zona da trattare. La terapia, ambulatoriale, prevede un’infiltrazione al mese (in media, ne sono necessarie almeno tre)».
Quando serve la chirurgia?
Se le terapie precedenti si sono rivelate inefficaci, è necessaria la chirurgia. «Anche in questo caso, la tendenza è cercare di essere il meno invasivi possibile», commenta il medico. «Se lo spostamento rotuleo non è eccessivo, si può ricorrere al “lateral release”: in artroscopia, si allenta il legamento laterale della rotula in modo che questa riesca a mantenere una posizione corretta. I risultati sono buoni nel 60 per cento dei casi. Altre volte, invece, serve un intervento più impegnativo, il cosiddetto “riallineamento”: il tendine rotuleo viene riposizionato e fissato con una piccola vite». La riabilitazione post operatoria, per rinforzare il tono muscolare, è indispensabile, per almeno quattro mesi.
Buone abitudini quotidiane
Ecco alcuni piccoli accorgimenti per evitare di sforzare l’articolazione:
1. In macchina, sarebbe meglio posizionare il sedile in modo che il ginocchio non resti piegato. Ottimo il cambio automatico, che evita i movimenti continui richiesti dalla frizione.
2. Nello sport. Attenzione ai “carichi” eccessivi o sbagliati della rotula: è opportuno farsi spiegare da un istruttore i movimenti corretti.
3. Al cinema, così come negli altri luoghi in cui è necessario rimanere seduti a lungo, conviene prendere posto nelle file che consentono anche di tenere le gambe distese.
«È un osso libero che, guidato dal muscolo quadricipite, scorre all’interno di un solco (la troclea), situato
nella parte anteriore del femore», spiega il dottor Walter Pascale, responsabile Chirurgia del ginocchio II e Chirurgia artroscopica dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. «Quando ha una struttura anatomica un po’ irregolare, oppure il muscolo “tira” più verso l’interno o verso l’esterno, questo piccolo osso tende a fuoriuscire dal solco che lo accoglie. Si parla in questo caso di “sindrome da malallineamento rotuleo” o, più comunemente, di “rotula strabica”».
Disturbo in aumento
«Il problema è spesso congenito, cioè presente fin dalla nascita, e più frequente nelle donne, per la particolare struttura anatomica del ginocchio femminile», spiega il dottor Pascale. «Ma la rotula può deviare anche per colpa di un trauma esterno, per esempio dovuto all’esecuzione scorretta di certe attività sportive (come lo step). Oggi questa patologia è in aumento proprio per il numero crescente di persone che fanno sport senza il controllo di un istruttore».
Il sintomo è il dolore, che può essere anche lieve, o saltuario: lo si avverte quando ci si alza dopo essere stati accovacciati o seduti a lungo, oppure quando si sale o si scende una scala. «Se trascurato, lo scorrimento alterato della rotula progressivamente usura la cartilagine articolare, portando a condropatie (infiammazioni del tessuto) e artrosi», spiega lo specialista. «Quando si ha un dolore anteriore al ginocchio, inoltre, è sempre bene indagare e valutare l’intero assetto corporeo: il disturbo potrebbe derivare da un problema più “a monte”, per esempio dell’articolazione dell’anca, o della colonna vertebrale».
Un nuovo trattamento
Il trattamento è tendenzialmente conservativo: «Lo “strabismo” si corregge prevalentemente con esercizi fisioterapici specifici, che servono a rinforzare il tono muscolare e in particolare a potenziare il quadricipite», spiega il dottor Pascale. «Se già ci sono danni articolari, invece, può essere opportuno ricorrere a una terapia medica. Oltre alle infiltrazioni di acido ialuronico, sempre valide, oggi rivelano una buona efficacia quelle a base di fattori di crescita piastrinici ricavati dal sangue del paziente stesso». Di che cosa si tratta? «I fattori di crescita sono particolari sostanze prodotte dalle piastrine, in grado di favorire il processo di riparazione dei tessuti», afferma lo specialista. «Dopo il prelievo, il sangue viene centrifugato con una speciale apparecchiatura per isolarne il siero (la parte ricca, appunto, di questi fattori di crescita) che poi viene immesso direttamente nella zona da trattare. La terapia, ambulatoriale, prevede un’infiltrazione al mese (in media, ne sono necessarie almeno tre)».
Quando serve la chirurgia?
Se le terapie precedenti si sono rivelate inefficaci, è necessaria la chirurgia. «Anche in questo caso, la tendenza è cercare di essere il meno invasivi possibile», commenta il medico. «Se lo spostamento rotuleo non è eccessivo, si può ricorrere al “lateral release”: in artroscopia, si allenta il legamento laterale della rotula in modo che questa riesca a mantenere una posizione corretta. I risultati sono buoni nel 60 per cento dei casi. Altre volte, invece, serve un intervento più impegnativo, il cosiddetto “riallineamento”: il tendine rotuleo viene riposizionato e fissato con una piccola vite». La riabilitazione post operatoria, per rinforzare il tono muscolare, è indispensabile, per almeno quattro mesi.
Buone abitudini quotidiane
Ecco alcuni piccoli accorgimenti per evitare di sforzare l’articolazione:
1. In macchina, sarebbe meglio posizionare il sedile in modo che il ginocchio non resti piegato. Ottimo il cambio automatico, che evita i movimenti continui richiesti dalla frizione.
2. Nello sport. Attenzione ai “carichi” eccessivi o sbagliati della rotula: è opportuno farsi spiegare da un istruttore i movimenti corretti.
3. Al cinema, così come negli altri luoghi in cui è necessario rimanere seduti a lungo, conviene prendere posto nelle file che consentono anche di tenere le gambe distese.



