C’è un momento, sulla neve, in cui il tempo sembra fermarsi. È quando un bambino scende con gli sci, affiancato da un coetaneo che lo guida, e il traguardo non è più la velocità ma la fiducia. È da qui che prendono avvio gli Inclusive Winter Games, la grande kermesse sportiva, sociale e sanitaria con cui La Nostra Famiglia apre ufficialmente le celebrazioni per i suoi 80 anni di attività, intrecciando sport, cura e inclusione nel cuore delle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.

Dal 9 all’11 febbraio, tra Bosisio Parini e il Comprensorio sciistico dei Piani di Bobbio, oltre 100 bambini e ragazzi, insieme a operatori sanitari, insegnanti, studenti universitari e volontari, daranno vita a un’esperienza che va ben oltre l’evento sportivo. Un laboratorio a cielo aperto di integrazione reale, dove il gioco diventa linguaggio comune e la fragilità non è un limite ma una relazione.

«Per noi stare dalla parte dei bambini con disabilità vuol dire continuare l'impegno nella cura, nella riabilitazione, nella formazione e nella ricerca scientifica», spiega la presidente Luisa Minoli. «Gli Inclusive Winter Games sono il primo evento di un percorso che si svilupperà per tutto l’anno e che ha l’obiettivo di includere, sensibilizzare e comunicare la bellezza di un’idea che ancora oggi ci affascina».

Conferenza stampa di presentazione della manifestazione

La cerimonia inaugurale del 9 febbraio, nella sede de La Nostra Famiglia di Bosisio Parini, segna l’avvio simbolico degli 80 anni dell’Associazione, con l’accensione del braciere olimpico e la partecipazione della Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, delle autorità e del mondo sportivo. Un gesto che richiama i valori olimpici, ma li declina nella concretezza della quotidianità.

Il cuore degli Inclusive Winter Games batte però sulle piste dei Piani di Bobbio, dove il 10 e l’11 febbraio 40 bambini e ragazzi con disabilità – con disturbi neuromotori, cognitivi, dello sviluppo e dello spettro autistico – saranno affiancati da 40 studenti delle scuole superiori, nel ruolo di atleti-guida in un rapporto uno a uno. A loro si uniranno anche 20 bambini del Ciclo Diurno Continuo di Bosisio Parini, in un contesto pensato per favorire l’incontro, la reciprocità e il gioco condiviso.

Bob, biathlon, marcia con le ciaspole, dual ski e sci di fondo non sono semplici discipline adattate, ma esperienze progettate con rigore clinico e attenzione educativa. «Il successo e la qualità delle attività saranno garantiti da un’équipe multidisciplinare altamente qualificata», sottolinea il fisiatra Luigi Piccinini, ideatore dell’iniziativa. «Avremo con noi fisioterapisti, educatori professionali, medici e psicologi, che garantiranno un monitoraggio costante della salute fisica e psicologica dei partecipanti».

Accanto alla dimensione sanitaria, il progetto coinvolge anche il mondo accademico e il volontariato: dagli studenti di Scienze motorie dell’Università Cattolica a quelli di Ingegneria dello sport del Politecnico di Milano – polo di Lecco, fino ai maestri di sci dell’Associazione Nazionale Alpini, che mettono competenze tecniche e umane al servizio dell’inclusione.

Conferenza stampa di presentazione della manifestazione

«Le attività sono state progettate in contesti integrati, dove ragazzi con sviluppo tipico e ragazzi con disabilità potranno giocare insieme», evidenzia Francesca Pedretti, direttrice generale regionale dell’Associazione. «È così che si impara a valorizzare le differenze come risorsa».

L’obiettivo degli Inclusive Winter Games è chiaro: promuovere lo sport come ponte di integrazione, favorire il benessere psico-fisico e costruire comunità più accoglienti a partire dai più giovani. «Lo sport inclusivo non si limita ad adattare le attività», conclude Daniela Maroni, presidente dell’Associazione Genitori. «Mira a costruire ambienti realmente integrati, in cui tutti possano sentirsi protagonisti».

In questo senso, gli Inclusive Winter Games sono molto più di un evento celebrativo. Sono il racconto vivo di ciò che La Nostra Famiglia è da ottant’anni: una realtà che accoglie, cura e accompagna bambini e famiglie nella complessità della disabilità, tenendo insieme clinica, ricerca, educazione e umanità. Con 28 sedi in Italia, oltre 23 mila bambini accolti ogni anno e più di 2.300 operatori, l’Associazione continua a testimoniare che l’inclusione non è uno slogan, ma una pratica quotidiana fatta di competenza, ascolto e responsabilità condivisa.