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lunedì 13 luglio 2020
 

Bari, l'"uomo nero" e quel maestrale che soffia pace

Pescatori lungo le coste pugliesi. Foto: Ansa. La fotografia di copertina è Cristian Gennari/Romano Siciliani.
Pescatori lungo le coste pugliesi. Foto: Ansa. La fotografia di copertina è Cristian Gennari/Romano Siciliani.

Sembra essere stato proprio magistrale quel maestrale di circa due anni fa, era il 7 luglio 2018,  che insieme a papa Francesco e ai patriarchi di Oriente e Occidente, in una Bari assolata era diventato il protagonista inaspettato. Proprio lui che ingrossa il mare ed infastidisce i bagnanti con le alghe che spinge sulle sponde di quell’Adriatico, mare nostrum, il nostro mare, che spesso diventa cattivo impedendo così  la balneazione, aveva permesso di non sentire l’enorme calura e soprattutto offerto l’opportunità di gioire per quell’incontro stupendo da cui si era levato un unico grido: pace!

Lo stesso maestrale oggi sembra portare un altro anelito di pace. Chi è sbarcato sulle sponde della scogliera barese e si fermerà a parlare o, come meglio si dice da queste parti, a fare due chiacchiere con i pescatori che in maniera normale sembrano non accorgersi di nulla di diverso? Proprio loro i pescatori delle paranze che non si stancano di invocare “l’uomo nero”: quel vescovo traslato (non si dice portato o rubato – è peccato!) più di novecento anni fa e ora emblema e ponte anche per i cristiani d’Oriente e d’Occidente. Un uomo nero che tutti rispettano. Quell’uomo nero che in alcuni casi per loro è addirittura più importante di Gesù.

E’ sbarcato un altro uomo nero che porta qualcosa di buono e di nuovo dal mare nostrum (u mar nèste) con la sua forza da maestrale. Sì! Il maestrale è il vento che spazza tutto, anche il cielo …  anche le nuvole più riottose a andar via sembrano non voler aver nulla contro di lui. Cosa ci ha portato di magistrale questo maestrale?

 

San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, nacque nell'attuale Turchia nel 270 e morì nel 343 in Asia Minore. Nel 1087 le sue spoglie mortali vennero portate a Bari.
San Nicola di Bari, noto anche come san Nicola di Myra, nacque nell'attuale Turchia nel 270 e morì nel 343 in Asia Minore. Nel 1087 le sue spoglie mortali vennero portate a Bari.

Davanti ai pescatori che non si stancano di sbattere i polpi sugli scogli per farli arricciare e poterli vendere al mercato  ittico, oppure al primo passante (sperando che nessun vigile urbano passi di là perché lo scontrino fiscale è per loro un optional) è sceso da una barca a vela, arrivata qua “da un altro mondo”, il mondo dei dotti e dei sapienti, il mondo dei grandi, un uomo minuto, basso di statura, dagli occhialini fuori moda che ha chiesto se questo era un approdo del grande mare di Tiberiade. 

«Chi sei?» gli ha chiesto un pescatore. Senza alcuna esitazione ha risposto «Giorgio!» «E tu?» gli ha chiesto il piccolo uomo, un piccolo grande uomo magistrale. La risposta non è tardata ed è stata spontanea: «Come vuole che mi chiami?  Nicola!». «Ma tu che ci fai qui?» gli ha chiesto il pescatore. E lui: «Sono venuto ad ascoltare cosa dicono sul “mare nostrum” cinquantotto vescovi cattolici che si augurano di contribuire alla costruzione di un mare di pace». «Un mare di pace … ma il mare è grande!» ha detto Nicola. E Giorgio, che di mare se ne intende, ha replicato: «Io ci credo».  «E allora digli che non discutano di armi o di bombe, di fermi biologici o di microplastiche, ma che comincino a fare sul serio dando futuro a tutti a cominciare dai poveri perché il futuro ha un solo nome: pace. Sai, mia moglie si chiama Irene (che significa pace) ed io… ci tengo assai! La pace è quella cosa per cui anche i diversi diventano amici e chi è straniero diventa “nostrum” come il mare e ha la fragranza del nostro pane. Per fare una buona frittura alla barese ci vogliono tanti piccoli pesci diversi: la triglietta, la zanchetta, il merluzzetto, la vopa, l’alice…  E non dar retta a endocrinologi e dietisti: quando tanti pesci diversi stanno insieme per una frittura di mare, i valori del colesterolo si abbassano… parola di Nicola!»

 

Papa Francesco a Bari, il 7 luglio 2018. Foto Ansa.
Papa Francesco a Bari, il 7 luglio 2018. Foto Ansa.

Il maestrale pulisce e tutta la città sente questo giorno con il suo fare “mercantile”. Alcuni si lamentano e altri si aspettano che tolga di mezzo il male, non il mare nostrum (u mar nèste). Perché a Bari tutti sanno che dal mare viene sempre qualcosa di buono.

Il maestrale porti la pace. La porti nei quartieri a rischio e nelle strade del “murattiano”. Il maestrale diventi magistrale e sia per tutti, da quel La Pira che l’ha profetizzato a quel Francesco che lo sta concretizzando, un magistrale momento di … vita. E che sia pace per tutti!

Nato nel 1963, Antonio Ruccia è parroco della chiesa di San Giovanni Battista ed è stato direttore della Caritas di Bari-Bitonto, imnpegnato sul fronte dell'accoglienza e del dialogo. Teologo, collabora a diverse testate giornalistiche e scrive libri.


19 febbraio 2020

 
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