Ho 93 anni e da sempre recito il Rosario e leggo testi sacri. Pregando “L’eterno riposo” mi sono accorto che manca il soggetto. Si dice «dona loro», ma chi sono questi “loro”? Nella seconda parte dell’Ave Maria si dice «Santa Maria, Madre di Dio». A mio avviso ciò è sbagliato, perché si dovrebbe dire «Madre del figlio di Dio». Penso male o nessuno ci ha fatto caso? GIORGIO
Caro Giorgio, la preghiera è molto importante nella nostra vita, perché ci mette in relazione, in dialogo con Dio. Ma è anche giusto, quando si usano le consuete formule, comprenderne il senso. Il “loro” a cui si rivolge L’eterno riposo riguarda i nostri defunti. Anche il nome di Dio, a cui rivolgiamo la preghiera è sottinteso.
Talvolta, quando la preghiera si riferisce a un singolo defunto si modifica in «dona a lui» o «a lei». Il riposo che si chiede al Signore è la pace, la serenità, la pienezza di vita in Dio. Per noi cristiani la morte non è la fine di tutto, ma una specie di sonno, da cui ci risvegliamo nella luce eterna di Dio.
La formula «Madre di Dio» corrisponde al dogma proclamato dal concilio di Efeso nel 431.
La parola greca originale è Theotokos, cioè genitrice di Dio; in latino è stata tradotta Deipara o Dei Genitrix. L’espressione riguarda prima di tutto Gesù Cristo, il quale oltre che vero uomo è vero Dio (come aveva stabilito il concilio di Nicea del 325). In lui le due nature, divina e umana, sono inseparabili e dunque Maria può a ragione essere chiamata Madre di Dio. Ecco la sintesi proposta dal Catechismo della Chiesa cattolica: «Maria è veramente “Madre di Dio”, perché è la Madre del Figlio eterno di Dio fatto uomo, Dio lui stesso» (n. 509).