Chi non ricorda quel ripetuto «Adelante, Pedro, con juicio», un invito a procedere con cautela in mezzo a una folla inferocita, che il gran cancelliere spagnolo di Milano, Antonio Ferrer, rivolge al suo cocchiere nel c. XIII dei Promessi sposi di Manzoni? Ecco, la prudenza, prima delle virtù cardinali che stiamo considerando, è fatta di giudizio, di duttilità, di cautela, di circospezione, di previdenza, doti ben diverse dalla furbizia, dall’inganno, dalla scaltrezza. San Paolo ammoniva: «Non comportatevi da bambini nei giudizi. Siate, sì, come bambini quanto a malizia, ma uomini maturi quanto ai giudizi» (1Corinzi 14,20).Per illustrare questa virtù ricorreremo al mondo dell’edilizia e della politica, evocati da Gesù in due occasioni diverse attraverso una serie di quadri narrativi. Lasciamo a lui la parola. «Chi di voi, volendo erigere una torre, non si siede prima a elaborare il preventivo dei costi per verificare se ha i fondi così da portarla a compimento? Deve, infatti, evitare di gettare le fondamenta e di lasciare incompiuta l’opera, attirandosi l’irrisione dei passanti: ha iniziato a costruire, ma non è stato in grado di finire il lavoro! Oppure quale re, programmando una spedizione militare contro un altro re, non siede prima a vagliare la strategia così da essere in grado di contrastare con diecimila uomini chi gli viene contro con ventimila? Altrimenti manda una missione diplomatica all’altro re ancora lontano per trattare la pace» (Luca 14,28-32). Ed ecco un’altra scena. Essa si compone di due quadri paralleli dagli esiti, però, opposti. Siamo in un territorio costiero dalla planimetria diversificata. A litorali sabbiosi s’accostano promontori rocciosi e, alle spalle, retroterra montuosi. S’avanzano due costruttori. Il primo freme per il desiderio di edificare in riva al mare così d’avere a portata di mano la spiaggia per i bagni. Senza verifiche, con la foga di chi vuole accaparrarsi un appezzamento disponibile e agevole, getta le fondamenta su quel terreno mobile e molle. «Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti – commenta Gesù – e si abbatterono su quella casa ed essa cadde e la sua rovina fu grande» (Matteo 7,26-27). Il contrasto è presto fatto: un altro uomo, un costruttore prudente, s’avanza, saggia la consistenza del suolo e quando ha isolato una base rocciosa, intraprende la sua costruzione. Il dittico tra stolto e prudente non può avere altro sbocco: «Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa ed essa non cadde perché era fondata sulla roccia» (7,24-25). Concludiamo con una nota a margine. La prudenza risulta da un sapiente dosaggio di intelligenza e azione, è disciplina della mente e della mano. Dante mette in bocca a san Tommaso d’Aquino questo consglio: «Questo ti sia sempre piombo a’ piedi / per farti mover lento com’ uom lasso / e al sì e al no che tu non vedi» (Paradiso XIII, 112-114). La prudenza è cautela avanzando coi «passi di piombo», come si usa dire, procedendo con lentezza come chi è stanco, ma è anche umiltà perché noi non riusciamo a vedere con nettezza il positivo («sì») e il negativo («no») della realtà. E questo monito vale nella società attuale in cui il comportamento è affidato all’impulso, si è insofferenti delle regole e non si vuole controllare l’esuberanza delle passioni.
Costruttori edili e politici in guerra
Che bello il dono della prudenza: non furbizia, non inganno ma armonia di pensiero e gesti
23 agosto 2023 • 22:30
Ultimo aggiornamento 7 dicembre 2025 • 14:52


