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mercoledì 29 giugno 2022
 

Domenica 29 maggio 2022

Il lezionario di questa domenica è impostato a partire dall’evento dell’Ascensione, che la Chiesa ambrosiana ha celebrato giovedì scorso, e che la nostra fede testimonia anche con il Simbolo niceno-costantinopolitano («Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre») e quello detto “apostolico” («il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente»).
Nella prima lettura è il protomartire Stefano ad attestarlo. L’evangelista Luca ne descrive il martirio e racconta che Stefano, «fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: “Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio”». La visione di Stefano è possibile grazie allo Spirito: solo in questo modo può travalicare l’esperienza terrena e trovare uno squarcio su quella eterna. I cieli si aprono per lui, come già si erano aperti per Gesù al suo battesimo, e in quei cieli – cioè, in una realtà che va oltre la nostra esistenza storica – c’è ora il Figlio dell’uomo (il modo con cui Gesù si è autocompreso e descritto, per esempio davanti a Caifa; cf. Luca 22,69), che sta in piedi alla destra del Padre. Risorto, il Cristo difende la causa di Stefano davanti al tribunale celeste, mentre quello terreno lo sta condannando a morte.
Da Stefano impariamo che la realtà che vediamo ed esperiamo non è tutto: la fede ci permette di andare ben oltre i confini della nostra conoscenza, permettendoci di intravvedere almeno uno spiraglio di quella realtà che – se anche da noi non è ancora contemplata – è stata attestata dai cristiani.
Anche l’autore della Lettera agli Efesini, probabilmente un discepolo di Paolo, ha ben chiara la teologia dell’“innalzamento” di Gesù Cristo. In un’antica professione di fede, che forse era un inno della comunità primitiva, si descrive la potenza di Dio che risuscita Gesù e lo intronizza accanto a sé. Qui il Signore, rispetto alla visione di Stefano, non è in piedi, ma seduto: «Il fatto che Gesù sia seduto a fianco al Padre indica la parità di condizione e di autorità. Il Risorto, infatti, collocato alla destra di Dio, ne è il plenipotenziario e in qualche modo il luogotenente anche nella sfera ultramondana» (Aldo Martin). Gesù, in questo modo, è un intercessore potente: sta accanto al Padre perché ha tutto sotto i suoi piedi.
Come ci sono di aiuto queste parole! In un tempo di guerra, di pandemie, di incertezze, la Parola di Dio ci conforta e ci garantisce che la storia – quella dell’umanità e la nostra storia personale – è saldamente nelle mani del Risorto. Lui è al di sopra di ogni “Forza e Dominazione”, cioè di ogni realtà trascendente invisibile, siano esse diaboliche o angeliche: Gesù è più potente, e ha cura di noi e ci protegge. Così aveva detto Gesù durante la sua ultima Cena, nel suo discorso d’addio: rivolgendosi al Padre, aveva chiesto che quelli che egli gli ha dato «siano anch’essi con me dove sono io» (Giovanni 17,24). L’amore che unisce il Padre al Figlio è lo stesso che ci attrae e ci promette il Cielo.


26 maggio 2022

 
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