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sabato 22 giugno 2024
 

Domenica di Pasqua Risurrezione del Signore (Anno C) 17 aprile 2022

Nella luce del mattino di Pasqua

Mentre si domandavano che senso avesse
tutto questo, ecco due uomini presentarsi
a loro in abito sfolgorante. Le donne,
impaurite, tenevano il volto chinato
a terra, ma quelli dissero loro: «Perché
cercate tra i morti colui che è vivo?
Non è qui, è risorto».


Luca 24,4-6

 

Sfolgora la luce della Pasqua nella notte delle miserie umane! La liturgia della veglia «Madre di tutte le veglie» (sant’Agostino) ripercorre la storia della salvezza, dalla creazione (I lettura e Salmo 103), quando Dio ha esplicitato il suo progetto sull’uomo creato a sua immagine, alla redenzione (VIII lettura, Epistola di Paolo ai Romani), quando l’uomo vecchio, segnato dal peccato, è stato crocifisso con Cristo per camminare con Lui in una vita nuova.

Il percorso liturgico tocca l’alleanza che Dio ha stabilito con Abramo e ci fa meditare sulla prova della legatura di Isacco (II lettura), figlio del patriarca e della sposa Sara, offerto in sacrificio e strappato alla morte da un Dio fedele che ama la vita e mai la revoca (Salmo 15); anzi, Egli la dona con ricchezza e la promette per tutte le generazioni: Isacco, il figlio, è una mirabile prefigurazione, nella Scrittura, di Gesù, il Figlio. Segue la narrazione dell’uscita dall’Egitto (III lettura e Cantico), che prefigura la Pasqua di Gesù e la liberazione dalla vera schiavitù, quella del peccato e della morte. Fanno eco i profeti, che colgono gli accenti dell’amore di Dio per il suo popolo e per le sue creature: Isaia (letture IV e V) mostra un Dio sposo, che ama teneramente e risolleva dalla morte (Isaia 54 e Salmo 29), realizza le sue promesse e offre acqua viva per l’eternità (Isaia 55 e Isaia 12); Baruc esalta la Sapienza di Dio e invita Israele a camminare alla sua luce, nella sua legge (VI lettura e Salmo 18); Ezechiele ammonisce: il popolo ha peccato e meritato un castigo, ma Dio darà un cuore nuovo, di carne e non di pietra, porrà il suo Spirito e farà vivere: di Lui ha sete l’anima del giusto (VII lettura e Salmo 41).

Tutta la storia attende la salvezza: luce, acqua e fuoco, che evocano il Battesimo e la presenza dello Spirito, espressione dei sacramenti della vita che Gesù ci ha lasciato, sono i segni forti della liturgia della veglia, in cui celebriamo con gioia la gloria di Dio (Salmo 117) e la salvezza che Cristo ci ha acquistato con il suo sangue. Forti delle profezie, vediamo con gli occhi la vittoria del Salvatore: insieme alle donne, grandi testimoni della Risurrezione, esperte e attente alla vita in ogni sua stagione, ci rechiamo «di buon mattino, il primo giorno della settimana», al sepolcro. Lì sperimenteremo che la morte non c’è!

CERCATELO TRA I VIVI Le parole degli uomini in abito sfolgorante sono per noi: dove pensiamo di trovare il Signore? Perché lo cerchiamo “tra i morti”, nei rivoli di insensatezza della nostra vita? Non è lì! Egli è il Risorto: facciamo memoria delle sue parole, che sono vive nel nostro cuore. Egli ci precede sempre “in Galilea”, là dove lo abbiamo incontrato, nella “mattina” della nostra vita, lo abbiamo sentito chiamare proprio noi e abbiamo lasciato tutto per seguirlo, intraprendendo la strada di bellezza che ci ha indicato. Poi è arrivata la fatica del giorno, forse la tempesta, certo la notte. Ma Lui è lo stesso ieri, oggi, sempre. E la sua Pasqua rinnova il mattino senza fine. Egli è vivo, ci restituisce l’entusiasmo della prima ora, ci attende ancora lì, ci chiama di nuovo con lo stesso amore. Tocca a noi oggi ripetere il nostro sì, rinnovato, a Colui che vince la morte, la mia, la tua. Buona Pasqua!

 

 


14 aprile 2022

 
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