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mercoledì 22 maggio 2024
 

Se credi e ci credi potrai fare cose grandi! Come?

La riflessione sul Vangelo di Don Davide Banzato - Sant'Antonio di Padova, si chiamava Fernando Martins de Bulhões ed è originario di Lisbona. E’ stato proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1232 e dichiarato dottore della Chiesa nel 1946. La sua canonizzazione avvenne solo 11 mesi dopo la sua morte d fu la più veloce nella storia..

Da noi padovani viene chiamato “il Santo” ed è difficile ridurre la sua vita ad un solo aspetto, perché è un “santo sociale”, molto attuale, per aver combattuto ingiustizie, potenti del tempo, l’usura… Ma è anche definito “guerriero di Dio”, come il titolo di un bellissimo film sulla sua vita, ma ogni titolo lo riduce ad un solo aspetto… Ha combattuto le eresie e per questo i Papi hanno usato titoli per essere dottore evangelico…

Tutti nel Mondo lo venerano e lo chiamano anche “il santo dei miracoli”, non solo perché ancora oggi concede tante grazie (stimate in tredici al giorno), ma proprio perché durante il processo della sua canonizzazione si narra che furono così tante le testimonianze dei prodigi avvenuti che ad un certo punto decisero di non ascoltarle più e di interrompere la raccolta delle narrazioni provenienti da ogni dove. Alcuni fatti, forse sono anche sotto la forma dei “fioretti”, ovvero arricchiti di pathos ma non per questo senza valenza storica, altri invece sono proprio “miracoli” riconosciuti secondo i criteri che attestano tali avvenimenti come inspiegabili per la scienza (una guarigione inspiegabile, immediato, totale e irreversibile). Tra i miracoli avvenuti ci sono episodi famosi, ci sono addirittura resurrezioni di persone morte, in particolare una di un bambino. C'è l’episodio di un uomo ricco, appena morto, che era avaro, dinnanzi al quale il suo cuore viene trovato dentro la cassa dei suoi beni dopo che Antonio cita il brano evangelico “Là dov’è il tuo tesoro si trova il tuo cuore”. C'è la famosa predica a Rimini ai pesci: in quel tumulto tra predicatori eretici e la sfida accesa con il Santo che non era ascoltato dalla popolazione, Antonio sceglie di rivolgersi verso il mare e i pesci iniziano ad ascoltarlo guizzando. Sempre a Rimini una mula digiuna si inginocchia d’innanzi all’Eucarestia avendo davanti a sé la scelta tra la biada e l’Ostia Consacrata… E così via…

I tanti episodi prodigiosi e miracoli di Antonio mi ricordano il finale del Vangelo di Marco che annunzia “i segni che compiranno coloro che credono” e un brano del Vangelo di Giovanni 14, dove Gesù dice: “In verità in verità io vi dico anche chi crede in me compirà le opere che io compio, anzi ne farà di più grandi”. Davvero in Antonio di Padova e in diversi santi - uomini e donne che hanno creduto! - possiamo constatare e vedere e toccare con mano che la grazia dello Spirito Santo ha operato cose più grandi e che Dio le può fare con tutti noi!

Se riflettiamo sulla figura straordinaria di Sant'Antonio vorrei però domandare: qual è il miracolo più grande che ha fatto? La sua lingua è stata trovata intatta e vivida alla prima ricognizione, a testimonianza della sua arte oratoria e capacità nella predicazione che ha scaldato e incoraggiato tanti cuori. I prodigi straordinari sono innumerevoli, guarigioni e resurrezioni… Ma forse il più grande miracolo è quello di aver ridato dignità ad ogni persona vivendo Isaia 61 fasciando le piaghe dei cuori spezzati e donando la libertà a tante vite dalla schiavitù, sia sociali dell'epoca, ma soprattutto quelle schiavitù interiori che opprimono anche oggi tanti di noi. E non a caso il Vangelo Gv14 prosegue dicendo: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”. I “comandamenti” sono i “suggerimenti” di Dio Padre e Madre amorevole per essere pienamente felici! “Io pregherò il Padre mio ed Egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre”. La parola consolatore in greco è Paraclito (o parakletòs), ossia letteralmente avendo l’articolo nel testo originale “l’altro difensore”!

Ecco il vero miracolo di Sant'Antonio di Padova! I miracoli più grandi che possiamo compiere tutti noi è l’essere gli uni per gli altri liberatori, difensori, strumenti dell'amore di Dio che ci vuole uomini e donne pienamente felici, ma anche liberi.

Il video con la riflessione completa

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06 febbraio 2023

 
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