Lc 8,4-15 - Santi Andrea Kim Tae-Gon, Presbitero, Paolo Chong Ha-Sang e compagni, Martiri – Memoria - (20 settembre 2025)

Il Vangelo di oggi non ha bisogno di nessun commento perché è Gesù stesso a fornire il commento alla parabola che egli stesso racconta. Vorrei semplicemente far notare come in fin dei conti Gesù dica esplicitamente che il seme che viene seminato è quello della parola di Dio. Personalmente ho sempre molta paura che noi cristiani cattolici non abbiamo ancora preso sul serio il seme della parola di Dio.

Senza di esso non abbiamo occhi abbastanza guariti da poter godere di tutto il resto della grazia di Dio. Infatti è la parola che ci converte. È la parola che ci convince in quanto all’essere amati. È la parola che apre i nostri occhi a riconoscere la straordinaria potenza di Dio operante nei sacramenti. Senza la parola siamo semplicemente uomini e donne che fanno e usano cose religiose ma che in realtà non hanno ancora una vita salvata.

Cosa sarebbe Maria senza l’ascolto della Parola? È proprio a causa del suo ascolto che il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Che cosa ne sarebbe di Giuseppe senza l’ascolto della Parola? Avrebbe abbandonato Maria a una semplice fuga per salvarle la vita, ma non avrebbe reso possibile la storia della salvezza così come noi la conosciamo. Insomma, potrei citare tutti i personaggi del Vangelo, e tutti i santi della storia mostrando come è proprio il seme della Parola che ha portato frutto dentro di loro.

E allora torniamo alla Parola di Dio sapendo che dobbiamo proteggere essa dalla superficialità della strada, dai facili entusiasmi, e dalle mille preoccupazioni che la soffocano per permetterle invece di portare frutto cento volte tanto. 

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