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“Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro?”. Si può decidere di star male quando si è felici, o al contrario decidere di essere felici quando si sta male? Ciò che conta nella vita spirituale è avere la chiarezza di quello che ci portiamo dentro e reagire di conseguenza.
Lo sposo di cui parla il Vangelo di oggi è Gesù. Questa immagine vuole semplicemente indicare a ciascuno che quando la vita perde il suo scopo si sperimenta una grande fame di senso, di amore, di motivazione. Il digiuno è una mancanza, è un modo per manifestare il bisogno di qualcosa che nessun pane di questo mondo può darci. Ma quando invece lo sposo c’è tutto cambia, e non si ha bisogno di digiunare, perché la vita appare piena, colma cioè di tutta quella gratitudine che ci fa benedire tutto e tutti.
Siamo troppo abituati a pensare che alcune pratiche religiose, come ad esempio il digiuno, servono a convincere Dio di mettersi dalla nostra parte. Il digiuno non è una moneta, è un modo di rendere visibile una relazione. La vera domanda che dobbiamo farci è questa: sentiamo che lo sposo è con noi oppure avvertiamo la sua assenza? È questa l’unica cosa che ci interessa, ed è questa l’unica cosa che va manifestata.
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