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venerdì 27 maggio 2022
 

Eternit: tanti morti, nessun colpevole

Ho appena sentito l’indignazione dell’Italia tutta sulla “sentenza Eternit”, cioè della nostra classe politica, dei giudici, degli avvocati, dei giornalisti. Ma dov’erano tutti questi cervelloni mentre si svolgevano i processi? Non sapevano che si correva il rischio della prescrizione? Se fossimo un Paese serio, i sindacati scenderebbero in piazza per questa sentenza e non per difendere le loro “poltrone”; gli avvocati sceglierebbero capi di imputazione che non corrano il rischio della prescrizione; i giudici emetterebbero sentenze in tempi più rapidi; i giornalisti non si sveglierebbero il giorno dopo la sentenza per raccontare lo scempio dell’Eternit. Com’è possibile che le persone continuano a morire e nessuno ne è colpevole? Un intero Paese è stato assassinato e nessuno ne risponderà mai! Cerco dentro di me di trovare ragioni e di non portare rancore contro le brutture della vita, ma questa volta non ce la faccio proprio. Auguro ai colpevoli (che sanno benissimo di esserlo) di passare notti insonni a riflettere su quanto hanno fatto.
SILVANA

L’eco per la sentenza che riguarda i morti di Casale Monferrato è ancora viva e vissuta come un’intollerabile “ingiustizia”. Se è stato prescritto il reato, i morti continuano a esserci, e ancora ce ne saranno nei prossimi anni. Diritto e giustizia, in questo caso, non sono andati a braccetto. Se n’è fatto interprete anche il vescovo di Casale monsignor Alceste Catella, “deluso e indignato” per la vicenda. «Nei giorni delle sentenze», ha detto, « avevamo rinnovato la nostra fiducia nella giustizia, ora veniamo a sapere che il diritto non ha nulla a che fare con la giustizia. Il diritto è solo un insieme di regole che funziona in modo autoreferenziale».


04 dicembre 2014

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