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venerdì 23 ottobre 2020
 
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Il Centrodestra, Bersani e i cimiteri

In collegamento con Bianca Berlinguer l'ex segretario del Pd ed ex ministro Pierluigi Bersani si è scagliato contro il Centrodestra, asserendo che il messaggio della manifestazione del due giugno per le vie di Roma è stata "una coltelata al Paese" per via del mancato rispetto delle distanze e dell'uso non rigoroso, per usare un eufemismo, delle mascherine. Non solo, Bersani si è spinto oltre, asserendo che se ci fosse stato il Centrodestra al governo durante la pandemia, "non sarebbero bastati i cimiteri".

Chi scrive è stato il primo a stigmatizzare sarcasticamente e con durezza la manifestazione "covidpiattista" dei forconi arancione del generale Pappalardo per l'evidente pericolo di un ritorno del contagio (ne riparliamo tra dieci giorni). Anche alla manifestazione di Salvini Meloni e Tajani del due giugno si può parlare di sciatteria, di leggerezza, di mascherine che andavano su e giù, di distanze non rispettate, ma nessuno ha negato la gravità (e la drammaticità) dell'epidemia.

Certo la "disinvoltura" con cui nel Centrodestra si porta la mascherina fa pensare che qualcuno ormai abbia finito per considerarla non una protezione ma un'imposizione, una specie di tassa "pret-à-porter" (sarebbe come ritenere feticci governativi le cinture di sicurezza, il seggiolino per il bebé, il casco in motocicletta). Fino al limite paradossale (il vuoto di neuroni è sempre in agguato) di considerare la mascherine tra le cose "di sinistra", da annettere nella lista di Gaber insieme alla doccia, al minestrone, ai film noiosi e al concerto alla stadio. Non ci vuole un politologo per spiegare che la mascherina protegge anche chi ama il bagno, la minestrina, le scarpe da tennis e la cioccolata svizzera (chi è di destra, appunto).

Ciò nostante Bersani ha fatto una battuta infelice. Perchè  un conto è governare, un conto è togliersi la mascherina stando all'opposizione: l'atteggiamento cambia (guardate Giggino Di Maio, tanto misurato alla Farnesina quanto Masaniello quando va in piazza). Basterebbe citare il comportamento dei governatori di Centrodestra durante l'emergenza Coronavirus: il veneto Zaia è stato esemplare, ineccepibili Giovanni Toti e gli altri governatori della sua area. Fontana e Gallera sono stati un po' meno ineccepibili, si parla di errori che la storia (e la magistratura) giudicheranno, ma non sono certo dei piccoli Trump o Johnson (o peggio dei piccoli Bolsonaro), hanno affrontato anch'essi l'emergenza consapevoli della gravità della situazione. Dunque niente fa pensare che se ci fosse stato il Centrodestra al governo le cose sarebbero cambiate di molto, com'è giusto che sia di fronte a una calamità o un terremoto, che non è né di Centrodestra né di Centrosinistra. E sono certo che persino Renzi - della famiglia del Centrosinistra, anche se non si ancora per quanto - che voleva riaprire tutto, comprese le scuole, ai primi di maggio, da premier si sarebbe comportato diversamente. Caro Bersani, stavolta è lei che non ha visto la mucca nel corridoio.

 

 

 

 

 


04 giugno 2020

 
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