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venerdì 01 luglio 2022
 
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Esperto di videogame

PlayStation Network come Ustica?

Quel che resta dell'aereo e di una tra le tante tragedie italiane "misteriose"
Quel che resta dell'aereo e di una tra le tante tragedie italiane "misteriose"

Due notizie di questi giorni, in apparenza disparate ma in sostanza più vicine di quanto non appaia.

Notizia uno: dopo trent’anni, la giustizia italiana sancisce che l’areo Itavia che cadde presso l’isola di Ustica il 27 giugno 1980 fu abbattuto da un missile. Lo Stato dovrà risarcire i familiari degli 81 passeggeri per non aver garantito, con sufficienti controlli dei radar civili e militari, la sicurezza dei cieli.

Notizia due: il Garante inglese per la privacy (Information Commissioner’s Office) ha comminato alla Sony una multa di 250mila sterline, quasi 300mila euro, la più alta finora inflitta per una violazione al Data Protection Act, il codice della privacy britannico. Il fatto si riferisce all’attacco di hacker che il network mondiale Sony (oltre 80 milioni gli iscritti) aveva subito nell’aprile 2011, con furto di dati personali riguardante circa 25 milioni di utenti coinvolti. Le motivazioni della multa asseriscono che l’attacco si sarebbe potuto evitare se il software della piattaforma fosse stato aggiornato, e se le password richieste agli utenti fossero state più sicure; negligenza tanto più grave considerate l’esperienza e le risorse tecniche in possesso della società.

Il logo di Playstation Network, un enorme "luogo virtuale" per incontrarsi, giocare, acquistare per chi ha la console Sony
Il logo di Playstation Network, un enorme "luogo virtuale" per incontrarsi, giocare, acquistare per chi ha la console Sony

In entrambi i casi si parla, quindi, di aggressioni che cittadini innocenti hanno subito in situazioni che avrebbero dovuto essere “di sicurezza”. Lesioni alla fiducia, oltre che alla privacy e alla vita stessa. Accostare le due circostanze mi pare utile perché credo che i danni che potrebbero derivarci dalla navigazione in rete siano potenzialmente incalcolabili: in senso letterale, posto che nell’internet i contenuti non scompaiono mai nel tempo e nello spazio, così come le conseguenze delle azioni nostre e altrui.

Più ancora, sono convinto che non esisterà mai un’internet a misura d’uomo e di famiglia se non sarà posta in essere una tutela certa e forte. In un certo senso, è questa la ragione per cui Sony viene multata: perché il suo network asseriva di garantire una protezione molto maggiore di quella concessa normalmente nella “libera frequentazione”. Sarebbe dovuto essere un territorio protetto, una cittadella fortificata. E per questo la tranquillità dei suoi “cittadini” sarebbe dovuta restare al riparo dalle imboscate.

È e sarà sempre più questa la zona civile della rete globale: un insieme di tutele sociali e di libertà garantite, di network protetti e di filtri aggiornati, perché da soli non ce la si cava.

Già che ci siamo, su www.ilfiltro.it si trovano utili indicazioni per proteggersi tecnologicamente e culturalmente. Ma, comunque, trovate e sceglietevi “città” ben presidiate. Se poi malauguratamente non si dimostrassero tali, almeno le aspettino multe e risarcimenti.

 


29 gennaio 2013

 
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