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lunedì 20 maggio 2024
 

Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria (anno B) - 31 dicembre 2023

Un solo credo per tutte le generazioni

 

Simeone li benedisse e a Maria disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l'anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori». Luca 2,34-35

 

L'Ottava di Natale, come l’Ottava di Pasqua, rinnova la celebrazione del Giorno del Salvatore: nelle Messe si indossa il colore bianco e si esulta per il Mistero di salvezza che ci è rivelato. Ci aiutano le figure di santi che si susseguono, feste liturgiche: Stefano protomartire, il 26 dicembre, che evoca l’unità della redenzione e la nostra unione battesimale a Cristo, nella sua Incarnazione, Passione, Morte e Resurrezione; il 27 dicembre Giovanni Evangelista, “il discepolo amato”, che richiama alla nostra meditazione «quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente» (1Giovanni 3,1); i Martiri innocenti, il 28 dicembre, associati alla morte di Cristo nella santità della loro infanzia, che preannunciano la salvezza per ogni vita umana, specialmente le più piccole, fragili, indifese, minacciate dall’indifferenza e dal rifiuto del mondo.

Segue la Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, che si celebra oggi: le promesse fatte ad Abramo e la fede che ha sostenuto il suo passo sono al centro della ricca liturgia che ci propone la Chiesa, invitandoci a lodare Dio per il dono grande della famiglia, alleanza mirabile tra l’uomo e la donna e tra le generazioni, segno della fiducia che «il Signore, fedele al suo Patto» (Salmo 104, Responsorio), ha nell’umanità, cui ha consegnato la trasmissione e la custodia della Vita che Lui è e dà. La fede di Abramo e Sara è celebrata nella II lettura (Ebrei 11-12), che mette in luce la dimensione di «simbolo» del figlio della Promessa, Isacco, l’unigenito offerto a Dio e vivo in Lui, capostipite della moltitudine dei figli, immagine del Cristo-Messia.

È ormai anziano Abram quando parla con il suo Signore nel capitolo 15 della Genesi (I lettura), dopo la grande missione ricevuta in Genesi 12 e prima della grande benedizione di Genesi 17, che investirà lui e la sua sposa Sara, consegnando ai “due insieme” un nome e una chiamata nuovi; anziani sono pure «Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione di Israele» e la «profetessa Anna», vedova consacrata a Dio, che vive presso di Lui «giorno e notte» (Vangelo, Luca 2). Sono presenti nel Tempio, il giorno della Presentazione di Gesù, profezia dell'offerta perfetta che si compirà nella Pasqua e si rinnova, potente e salvifica, in ogni Eucaristia, tutte le età dell’uomo e tutte le vocazioni speciali: consacrazione, ministero, vita claustrale, matrimonio, chiamate individuali innestate tutte nell’unica chiamata battesimale, suscitate dallo Spirito, per la gloria di Dio e per il Bene, nell’unico corpo di Cristo; in tutte Dio si rivela e si manifesta, come evoca significativamente il nome del padre di Anna, “Fanuele”, che significa propriamente “Volto di Dio”. Per tutte è la chiamata alla generatività e la profezia: la Luce e la spada, la certezza della Vita che non muore da annunciare a un mondo ancora refrattario, immerso nel buio.

 


28 dicembre 2023

 
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