Quel che restava di Scelta Civica, da anni ribattezzata Sciolta Civica per le continue defezioni e divisioni, ha traslocato  armi e bagagli nel gruppo del Pd.  L'occasione era da prendere al volo, perché l'elezione a capo dello Stato del cattolico democratico Sergio Mattarella ha fatto emergere nel partito guidato da Matteo Renzi - almeno per qualche giorno -  la sua anima più moderata e centrista, oltre che un porto sicuro. Ecco dunque arrivare al Nazareno i senatori Linda Lanzillotta, Pietro Ichino, Alessandro Maran, Benedetto Della Vedova e Gianluca Susta, cui si unisce il ministro dell'istruzione Stefania Giannini, che ha già fatto i bagagli.

Ma anche alla Camera è partita l'operazione "porte aperte al Nazareno" per i deputati "scioltisti". Il leader del Pd parla di "approdo comune" e di "comune cammino per il cambiamento dell’Italia". Scelta Civica era giù un solido alleato del Pd, ma questa piccola transumanza politica funzionerà da spot per i deputati delle altre formazioni politiche incerti se abbandonare il partito di provenienza o fare il "salto della quaglia". Ce ne sono a decine, dentro Forza Italia, nel gruppo misto, tra i centristi di area popolare. Con Renzi nei panni del padrone ospitale, pronto a raccogliere i frutti della rottura del Patto del Nazareno. Formalmente l'unico a rimanere dentro Scelta Civica è il senatore a vita Mario Monti. Che a ben vedere, però, non c'era mai entrato, mantenendo da sempre un qual certo distacco nei confronti della sua creatura politica. E ai suoi deputati non è rimasto che saltare sul cargo (con la g) del vincitore. Scelta Civica, poi Sciolta Civica, poi Scelta Cinica.