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mercoledì 28 febbraio 2024
 

VI Domenica del tempo ordinario (Anno C) 13 febbraio 2022

Benedetto l’uomo che confida nel Signore 

Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. 

Luca 6,22-23

 

La benedizione è la chiave di lettura della liturgia di questa domenica: come chiarisce san Paolo nella seconda lettura, essa è la promessa della vita che non muore, promessa che resta ferma nella storia solo in forza della Resurrezione di Cristo. Se Egli non fosse risorto vana sarebbe la nostra fede e noi saremmo ancora nei nostri peccati: saremmo, cioè, ancora nella morte, perché il peccato è il pungiglione della morte, come dirà ancora l’apostolo poco oltre nello stesso capitolo.

Il Salmo 1 dichiara che la vera beatitudine è nel Signore: l’uomo che trova la sua gioia nella legge di Dio abbonda di vita, come un albero piantato vicino all’acqua, sempre vigoroso e fecondo, le cui foglie non appassiscono. La prima lettura dichiara benedetto l’uomo che confida nel Signore, e maledetto l’uomo che confida nell’uomo: se benedizione è dono di vita, e si trova solo in Dio, maledizione è assenza di vita, morte. Confidare nell’uomo significa, nella sensibilità biblica, chiudersi nell’orizzonte limitato della terra e nella caducità della nostra condizione mortale. Non a questo siamo stati chiamati! Il dono della vita che abbiamo ricevuto e la condizione di figli nel Figlio elargitaci con il Battesimo ci schiude le porte del “per sempre” di Dio, di una Vita piena e senza fine, di fronte a cui le cose terrene impallidiscono. Nella pagina evangelica Luca presenta Gesù mentre pronuncia le Beatitudini di fronte a una gran moltitudine di gente, venuta dalla Giudea, da Gerusalemme e dai territori pagani. Mentre parla, però, Gesù guarda i suoi discepoli: la Verità, che Egli è e rivela, può raggiungere il cuore delle persone solo se prima queste si sono aperte all’amicizia con Lui, che è la vera Vita. Se così non è, la Sua Parola, Via per la vera felicità, comunque risuonerà attraverso la testimonianza dei Suoi amici e l’esempio della loro vita concreta.

LA VERA BEATITUDINE Nel Vangelo di Luca Gesù parla a noi, che siamo suoi amici, davanti a tutto il mondo e a tutta la storia, e ci dice: “Beati voi!”. Nella nostra vita questa benedizione, che già esiste ed è pegno della gioia piena che ci attende, si manifesta e diventa luce per tutte le genti ogni volta che, agli occhi del mondo, appariamo bisognosi, ma in realtà siamo ricolmi di Dio e testimoniamo questa pienezza. “Beati noi!”: quando appariamo poveri di cose umane, perché in realtà siamo ricchi del Regno; quando appariamo affamati, perché in realtà è Cristo, vero Pane, che ci sazia; quando viviamo condizioni di dolore, ma conserviamo la fiducia dei figli e sappiamo che in Cristo è la gioia vera; quando, a causa di Lui, gli uomini ci odiano, ci insultano e disprezzano il nostro nome come infame.

Le parole di Luca sono forti: si tratta di una persecuzione grande, legata al nostro essere di Cristo, simile a quella che i veri profeti subiscono in ogni tempo. Si tratta di una condizione che non dipende tanto da quello che facciamo, ma soprattutto da quello che siamo: amici di Gesù. Rallegriamoci, Beati noi! Perché questa nostra amicizia con Lui, che è tutto ciò che conta, è luminosa testimonianza che le seduzioni del mondo sono nulla di fronte alla bellezza della nostra chiamata. 

 

 


10 febbraio 2022

 
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