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Un bambino riceve la Prima Comunione (foto Getty).
Il Progetto catechistico diocesano per l’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi - avviato dall’Arcidiocesi di Palermo nel 2024, insieme ad altre diocesi come quella di Monreale, dopo una lunga consultazione dei parroci e che prolunga a 5 anni il tempo di preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima ricevuti in un’unica celebrazione - sta suscitando reazioni dell’Associazione dei commercianti che si vedono colpiti nell’economia del loro lavoro. È chiaro che la Chiesa, le Diocesi hanno a cuore che i Sacramenti corrispondano a un cammino di crescita nella fede e non al fatto economico, commerciale. Del resto, lo stesso Pontefice ha messo in risalto che «l’iniziazione cristiana non può essere pensata solo come una preparazione ai Sacramenti, ma come un percorso di maturazione, un vero e proprio itinerario».
Dall’arcivescovado viene evidenziata come «L’iniziazione alla fede e la celebrazione dei Sacramenti attingono unicamente all'orizzonte del Dono». È doveroso sottolineare che i Sacramenti non sono e non devono essere in alcun modo legati alle consuetudini di natura prettamente commerciale che, nel corso del tempo, si sono sovrapposte alle fondamenta religiose di questi passaggi decisivi del cammino di fede cristiana. È preciso compito della Chiesa tutelarne la natura intrinseca, impegnandosi a porli in dialogo fecondo con le urgenze del presente, certo, ma in una chiave specifica: proprio in questo contesto storico, infatti, il rinnovamento proposto si traduce nell’offrire un maggiore coinvolgimento alle famiglie, restituendo alle parrocchie la vocazione di significativi spazi di condivisione e di accompagnamento nei percorsi educativi, soprattutto in vista di una vita personale e sociale illuminata dal Vangelo di Cristo e alimentata nella comunità cristiana.


«La Chiesa di Palermo», su questa inderogabile responsabilità, «non intende arretrare, pur confermandosi sempre come una casa dalle porte aperte, in ascolto delle fatiche di chi vive e lavora nella nostra Città, che certamente possono essere affrontate ad altri livelli». I cinque anni di preparazione dei bambini e ragazzi alla Prima Comunione e alla Cresima hanno la finalità di farli crescere in una fede più autentica, e questa scelta non deve essere considerata dai commercianti come una contrapposizione alle loro attività.
Il dibattito rimane aperto. E anche alcuni interrogativi. Uno in particolare: questa svolta servirà veramente alla crescita nella fede dei nostri ragazzi e a far sì che continuino a frequentare la Chiesa?





