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È monsignor Marek Jedraszewski il nuovo arcivescovo di Cracovia, la città natale di San Giovanni Paolo II e la diocesi che il Papa polacco guidò dal 1964 al 16 ottobre 1978, quando fu eletto Papa.
La nomina di Francesco è arrivata l’8 dicembre. Jedraszewski prende il posto del cardinale Stanislaw Dziwisz, “Stasiu”, come lo ha sempre chiamato affettuosamente Karol Wojtyla. Lo storico segretario di Papa Giovanni Paolo II lascia la diocesi polacca dove era alla guida dall'agosto del 2005, subito dopo la morte di Wojtyla, accanto al quale era stato per quarant'anni accompagnandone tutto il pontificato. A Cracovia, quando Giovanni Paolo II era vescovo, e poi a Roma, dopo l'elezione a Papa. Dziwisz ha compiuto ad aprile 77 anni, oltre dunque i 75 indicati per le dimissioni come prevede il Diritto Canonico. Ma Bergoglio ha voluto che fosse lui, il cardinale che tante Gmg aveva vissuto con Papa Wojtyla, ad organizzare la Giornata Mondiale della Gioventù che si è tenuta proprio a Cracovia lo scorso mese di luglio. Papa Francesco ha dunque accettato le dimissioni di Dziwisz e ha nominato al suo posto mons. Marek Jedraszewski.
Nato nel 1949 a Poznan, professore di teologia, fra il 1975 e il 1979 ha studiato all'Università Gregoriana a Roma dove ha scritto la tesi di dottorato sulla filosofia di Emanuel Levinas. Nel 1997 è diventato il vescovo ausiliare della diocesi di Poznan. Nel 2012 era stato nominato da papa Benedetto XVI arcivescovo di Lodz, dal 2014 è vicepresidente della Conferenza dei vescovi polacchi. Dal novembre 2013 è membro della Congregazione per l'educazione cattolica del Vaticano. Pochi giorni fa è stato lui a presiedere a Torun la cerimonia del 25° anniversario della fondazione in Polonia della emittente Radio Maryja, un po’ il simbolo dei cattolici conservatori polacchi. «Radio Maryja ha dato la voce a tutti questi polacchi che la società liberale del dopo 1989 voleva escludere e costringere al silenzio», ha detto in quell'occasione nella omelia.
Lo scorso ottobre suo invece l'intervento contro la marcia delle donne in nero che in Polonia protestavano contro un progetto di legge, che poi il governo ha ritirato, di rendere del tutto illegale l'aborto, prevedendo il carcere per donne e medici. Il vescovo di Lodz, mons. Marek Jedraszewski, da oggi nominato a Cracovia, in quella occasione sottolineò che «la marcia nera» esprimeva una «civiltà di morte». La vita deve essere difesa «dal concepimento alla morte naturale» aveva sottolineato, invitando i fedeli a non partecipare allo «sciopero delle donne»




