PHOTO
Un piatto tipico toscano, come la ribollita, ma servita in piatti di plastica e accompagnata da acqua del rubinetto: per il pranzo di papa Francesco, martedì a Firenze alla mensa della Caritas di san Francesco Poverino con i poveri, nessuna concessione speciale ma piuttosto la quotidianità. «Sarà tutto come sempre», dice il direttore Alessandro Martini. Bergoglio, che siederà ad un unico grande tavolo con sessanta poveri della città, molti dei quali ormai abituali frequentatori della mensa, per il suo ingresso avrà anche una tesserina con il suo nome, esattamente come tutti gli altri ospiti che, prima di accedere, ricevono un badge dove sono indicate le loro generalità.
Per martedì, la Caritas, che ogni giorno fa anche doppi e tripli turni per dare da mangiare a chi ha bisogno, ha previsto due turni, uno alle 11 con una settantina di poveri e l'altro alle 12,30 quando con il Papa e il cardinale di Firenze Giuseppe Betori si siederanno a tavola una sessantina di persone, tra italiani e stranieri, provenienti da varie parti del mondo, dall'est Europa, dalle America e dall'Africa. Non solo cattolici, ma anche musulmani e di altre confessioni religiose. Tanti giovani, ma anche gli anziani, come quelli poveri del quartiere che praticamente ogni giorno possono contare su un piatto caldo alla mensa. Per loro, così come per papa Francesco e per il cardinale Betori, altri unici commensali, oltre alla ribollita, il menù prevede uno spezzatino di carne e contorno di verdure, un po’ di vino, quello rosso è della diocesi mentre il bianco è quello prodotto dai detenuti dell'isola di Gorgona. Si termina con macedonia e due dolci della tradizione, schiacciata fiorentina e cantuccini di Prato
Per martedì, la Caritas, che ogni giorno fa anche doppi e tripli turni per dare da mangiare a chi ha bisogno, ha previsto due turni, uno alle 11 con una settantina di poveri e l'altro alle 12,30 quando con il Papa e il cardinale di Firenze Giuseppe Betori si siederanno a tavola una sessantina di persone, tra italiani e stranieri, provenienti da varie parti del mondo, dall'est Europa, dalle America e dall'Africa. Non solo cattolici, ma anche musulmani e di altre confessioni religiose. Tanti giovani, ma anche gli anziani, come quelli poveri del quartiere che praticamente ogni giorno possono contare su un piatto caldo alla mensa. Per loro, così come per papa Francesco e per il cardinale Betori, altri unici commensali, oltre alla ribollita, il menù prevede uno spezzatino di carne e contorno di verdure, un po’ di vino, quello rosso è della diocesi mentre il bianco è quello prodotto dai detenuti dell'isola di Gorgona. Si termina con macedonia e due dolci della tradizione, schiacciata fiorentina e cantuccini di Prato





