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«Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!». Papa Francesco, mentre fonti vaticane confermano che sta usando i naselli per l'ossigeno, ma che respira autonomamente, fa giungere al mondo le parole dell'Angelus con le stesse modalità delle scorse settimane. Ringrazia «di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate» e anche per i «tanti messaggi di affetto» che gli sono giunti. «Mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini», scrive mentre si dice grato «per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! Affido tutti all’intercessione di Maria e vi chiedo di pregare per me».
Ai diaconi ai quali aveva già indirizzato l'omelia di questa mattina, e che si dedicano «all’annuncio della Parola e al servizio della carità», ricorda di svolgere «il ministero nella Chiesa con parole e opere, portando l’amore e la misericordia di Dio a tutti. Vi esorto a continuare con gioia il vostro apostolato e – come ci suggerisce il Vangelo di oggi – ad essere segno di un amore che abbraccia tutti, che trasforma il male in bene e genera un mondo fraterno. Non abbiate paura di rischiare l’amore!».
E non si dimentica del terzo «anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina: una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità», scrive pensando al 24 febbraio. «Mentre rinnovo la mia vicinanza al martoriato popolo ucraino, vi invito a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan», conclude il Pontefice.




