Nelle Marche esiste quello chi si può giustamente definire un “santuario itinerante”. È quello della cosiddetta “Madonna del giro”, una processione annuale che porta un dipinto della Vergine, attribuito all’urbinate Antonio Viviani (1560-1620), da una parrocchia all’altra nella congregazione della Valle del Foglia. L’immagine resta nella parrocchia per un anno. Da qui, poi, il quadro ripartirà per una nuova parrocchia sempre della zona marchigiana.
È un antico rito, quello della Madonna del giro, nato nel 1428 a Silvano, un borgo dell’urbinate vicino a Fermignano. Qui, alcuni parroci e laici delle vallate del Metauro e del Candigliano fondarono la Congregazione della Beata Vergine del convento di Silvano, poi rinominata, appunto, Madonna del giro, per via degli annuali spostamenti come santuario itinerante. Nel tempo, la devozione si è estesa ad altre cinque congregazioni, tra cui quella della Valle del Foglia.
Per quanto riguarda il dipinto, Viviani si è rifatto a un altro quadro, attribuito a Giovanni Santi, il padre di Raffaello. Quello di Viviani rappresenta la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il suo manto il clero in preghiera, da un lato, e i fedeli dall’altro. L’immagine di Viviani, in quei tempi, rimaneva a Silvano mentre una copia-stendardo girava per le varie parrocchie. Oggi, la processione della Madonna del giro ha perso uno dei suoi momenti più caratteristici: l’immagine di Maria non viaggia più a piedi, ma viene trasportata in auto. Almeno, per buona parte del tragitto.
Quest’anno, per esempio, la Madonna è arrivata, l’11 maggio scorso, dalla Parrocchia di Schieti a Pantiere. Qui, finalmente, è avvenuto il trasporto a spalla del quadro, con una processione lungo la strada fino a al giardino dell’abbazia Ss. Giacomo e Filippo, presso il Resort Urbino, nell’omonima tenuta dedicata ai due santi. La Madonna è stata accolta da Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, che ha celebrato una messa solenne all’aperto, mentre il quadro è stato collocato nell’abbazia diventando “Santuario mariano”. I pellegrini hanno visitato la Madonna durante tutta la giornata e hanno poi proseguito con dodici ore di adorazione notturna, dalle 21 alle 9 della mattina successiva, con canti e preghiere a cura dei giovani dell’arcidiocesi.
In origine, l’abbazia era parte di un antico borgo di case coloniche, che dopo un attento restauro filologico si chiama oggi Urbino resort. Si è trattato di un’operazione accurata che ha ridato nuova vita e funzione all’ex villaggio rurale, ormai destinato all’abbandono. Il restauro, voluto dalla famiglia Bruscoli, proprietari della tenuta, è iniziato nel 1993 a partire dalla chiesa risalente al XIII secolo; lo stesso anno veniva già ospitata la Madonna del Giro, così anche nel 2003, e ora vi rimarrà fino al 2014, quando ripartirà per la sosta successiva a Montecalvo in Foglia.
La chiesa risale al X secolo e divenne abbazia nel 1633, dopo che nel XVI secolo ebbe come parroco un membro di una nobile famiglia urbinate, i Galli, alla quale passa in patronato nel 1558. Oggi si trova all’interno della tenuta di Urbino Resort. La ristrutturazione e l’opera di restauro hanno riportato alla luce anche le dimore coloniche del borgo antico, divenuto uno dei luoghi più visitati anche come meta turistica. E dopo dieci anni di lavori, ha aperto le porte agli ospiti nel 2007, con 32 unità abitative fra camere e suite, per 85 posti letto.
La struttura ha cercato di riconquistare quelle che erano le caratteristiche specifiche del territorio, con 360 ettari a coltivazione biologica in un’oasi faunistica, un’azienda agricola, boschi, querce secolari, un maneggio e una piscina. Oltre a un “eco-spaccio” realizzato in un antico frantoio, dove si possono acquistare vino, olio e miele, prodotti biologici locali come succhi, sughi, confetture, pasta, legumi.
Per informazioni: Tenuta Ss. Giacomo e Filippo, Urbino resort; via San Giacomo in Foglia 7; Località Pantiere; 61029 Urbino. Tel.: 0722/58.03.05; fax: 0722/58.07.98; www.urbinoresort.it; info@urbinoresort.it
È un antico rito, quello della Madonna del giro, nato nel 1428 a Silvano, un borgo dell’urbinate vicino a Fermignano. Qui, alcuni parroci e laici delle vallate del Metauro e del Candigliano fondarono la Congregazione della Beata Vergine del convento di Silvano, poi rinominata, appunto, Madonna del giro, per via degli annuali spostamenti come santuario itinerante. Nel tempo, la devozione si è estesa ad altre cinque congregazioni, tra cui quella della Valle del Foglia.
Per quanto riguarda il dipinto, Viviani si è rifatto a un altro quadro, attribuito a Giovanni Santi, il padre di Raffaello. Quello di Viviani rappresenta la Madonna della Misericordia che accoglie sotto il suo manto il clero in preghiera, da un lato, e i fedeli dall’altro. L’immagine di Viviani, in quei tempi, rimaneva a Silvano mentre una copia-stendardo girava per le varie parrocchie. Oggi, la processione della Madonna del giro ha perso uno dei suoi momenti più caratteristici: l’immagine di Maria non viaggia più a piedi, ma viene trasportata in auto. Almeno, per buona parte del tragitto.
Quest’anno, per esempio, la Madonna è arrivata, l’11 maggio scorso, dalla Parrocchia di Schieti a Pantiere. Qui, finalmente, è avvenuto il trasporto a spalla del quadro, con una processione lungo la strada fino a al giardino dell’abbazia Ss. Giacomo e Filippo, presso il Resort Urbino, nell’omonima tenuta dedicata ai due santi. La Madonna è stata accolta da Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino, Urbania e Sant’Angelo in Vado, che ha celebrato una messa solenne all’aperto, mentre il quadro è stato collocato nell’abbazia diventando “Santuario mariano”. I pellegrini hanno visitato la Madonna durante tutta la giornata e hanno poi proseguito con dodici ore di adorazione notturna, dalle 21 alle 9 della mattina successiva, con canti e preghiere a cura dei giovani dell’arcidiocesi.
In origine, l’abbazia era parte di un antico borgo di case coloniche, che dopo un attento restauro filologico si chiama oggi Urbino resort. Si è trattato di un’operazione accurata che ha ridato nuova vita e funzione all’ex villaggio rurale, ormai destinato all’abbandono. Il restauro, voluto dalla famiglia Bruscoli, proprietari della tenuta, è iniziato nel 1993 a partire dalla chiesa risalente al XIII secolo; lo stesso anno veniva già ospitata la Madonna del Giro, così anche nel 2003, e ora vi rimarrà fino al 2014, quando ripartirà per la sosta successiva a Montecalvo in Foglia.
La chiesa risale al X secolo e divenne abbazia nel 1633, dopo che nel XVI secolo ebbe come parroco un membro di una nobile famiglia urbinate, i Galli, alla quale passa in patronato nel 1558. Oggi si trova all’interno della tenuta di Urbino Resort. La ristrutturazione e l’opera di restauro hanno riportato alla luce anche le dimore coloniche del borgo antico, divenuto uno dei luoghi più visitati anche come meta turistica. E dopo dieci anni di lavori, ha aperto le porte agli ospiti nel 2007, con 32 unità abitative fra camere e suite, per 85 posti letto.
La struttura ha cercato di riconquistare quelle che erano le caratteristiche specifiche del territorio, con 360 ettari a coltivazione biologica in un’oasi faunistica, un’azienda agricola, boschi, querce secolari, un maneggio e una piscina. Oltre a un “eco-spaccio” realizzato in un antico frantoio, dove si possono acquistare vino, olio e miele, prodotti biologici locali come succhi, sughi, confetture, pasta, legumi.
Per informazioni: Tenuta Ss. Giacomo e Filippo, Urbino resort; via San Giacomo in Foglia 7; Località Pantiere; 61029 Urbino. Tel.: 0722/58.03.05; fax: 0722/58.07.98; www.urbinoresort.it; info@urbinoresort.it




