Per la prima volta la lavanda dei piedi a sole donne. La prima volta di un Papa alla casa circondariale di Rebibbia femminile. Papa Francesco, nell'istituto romano di reclusione, pur sulla sedia a rotelle, vuole lavare e baciare i piedi di 12 detenute. Con amore, come «Gesù ci ha insegnato». A braccio aveva pronunciato l’omelia per ricordare che «Gesù, con il gesto della lavanda dei piedi si umilia e con questo gesto ci dice quello che lui aveva detto: “Io non sono venutoper essere servito, ma per servire”. Ci insegna il cammino del servizio». E poi sottolinea l’altro episodio, «triste», quello del tradimento di Giuda «che non è capace di portare avanti l'amore», e poi «i soldi, l’egoismo, lo portano a questa cosa brutta», anche se «Gesù perdona tutto, perdona sempre. Solo chiede che noi chiediamo il perdono». E per questo, dice nel penitenziario romano, «Gesù perdona sempre solo noi ci stanchiamo di chiedere perdono Per questo oggi chiediamo al Signore la grazia di non stancarci. Sempre tutti noi abbiamo piccoli fallimenti, grandi fallimenti, ognuno ha la propria storia, ma il Signore ci aspetta sempre con le braccia aperte e non si stanca mai di perdonare». Prima di lavare i piedi alle ragazze ricorda che è «lo stesso che ha fatto Gesù. Lavare i piedi è un gesto che ci attira l'attenzione sulla vocazione del servizio e chiediamo al Signore che ci faccia crescere tutti noi nella vocazione del servizio». Piangono le detenute mentre il Papa versa l’acqua, asciuga, bacia, sorride a ciascuna di loro. Ad assistere alla messa, celebrata da don Andrea Carosella, circa 200 persone tra detenute, operatori penitenziari, agenti di custodia, volontari. Al termine un grande ringraziamento a nome delle "360 detenute e un bambino" che si sono sentite incoraggiate dall'affetto del Papa e della Chiesa.