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Un momento della sessione di studi dedicata alla Magnifica Humanitas. Da sinistra, don Simone Duchi, monsignor Mauro Lalli, Daniela Fumarola, Marta Bertolaso, Leonardo Becchetti e Alec Ross.
L’intelligenza artificiale può diventare uno straordinario strumento di progresso, ma solo se rimane al servizio dell’uomo. È questo il filo conduttore dell’incontro promosso dalla Cisl, che a Roma ha dedicato una sessione del proprio comitato esecutivo in sessione di studio all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, mettendo a confronto esponenti del mondo ecclesiale, studiosi ed economisti sul rapporto tra innovazione tecnologica, dignità della persona e futuro del lavoro.
Al dibattito hanno partecipato monsignor Mauro Lalli, arcivescovo e Nunzio Apostolico; don Simone Duchi, teologo e officiale della Segreteria di Stato; Marta Bertolaso, docente di Logica e Filosofia della Scienza all’Università Campus Bio-Medico di Roma; l’economista Leonardo Becchetti e Alec Ross, tra i maggiori esperti internazionali di politiche tecnologiche.
Nelle conclusioni, la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha richiamato il valore dell’enciclica come bussola per orientare una trasformazione che non riguarda soltanto la tecnica, ma il destino dell’uomo. «La trasformazione tecnologica, e in particolare l’intelligenza artificiale, non può essere affrontata solo come una vicenda tecnica. Non riguarda soltanto gli algoritmi, le macchine, i dati, le piattaforme. Riguarda la persona».
Secondo Fumarola, il messaggio di Papa Leone XIV offre una chiave di lettura che supera anche i confini del mondo cattolico. «Davanti alla potenza della tecnologia, l’umanità è chiamata a fare un passo decisivo contro l’economia dello scarto e per una piena umanizzazione del lavoro. Nessuna innovazione è davvero tale se lascia indietro la persona o ne comprime la dignità».
È un richiamo che, per la Cisl, si inserisce pienamente nella tradizione della dottrina sociale della Chiesa, che da sempre considera il lavoro come espressione della dignità umana e strumento di partecipazione alla costruzione del bene comune. «La nostra è una Confederazione nata nella libertà, cresciuta nella responsabilità, radicata nella partecipazione», ha ricordato Fumarola. «Riconosciamo nell’Enciclica molti elementi cardine del pensiero della Cisl: la centralità della persona, il valore sociale del lavoro, il primato della comunità sugli egoismi e la partecipazione come via per rendere più giusta e più umana la trasformazione tecnologica».
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’idea che la rivoluzione digitale non possa essere governata soltanto dalla logica del mercato o dalla potenza degli algoritmi. «Non siamo davanti soltanto a una nuova generazione di strumenti digitali. Siamo dentro una scelta di civiltà», ha osservato la segretaria della Cisl, invitando a superare tanto gli allarmismi quanto gli entusiasmi acritici.
Il rischio, infatti, è che l’intelligenza artificiale finisca per impoverire la responsabilità personale. «Può essere un grande supporto. Può liberare tempo, ridurre mansioni ripetitive, migliorare diagnosi e servizi. Ma diventa pericolosa quando pretende di sostituire il giudizio umano». Per questo, ha aggiunto Fumarola, «il rischio è consegnare alla macchina, pezzo dopo pezzo, non solo alcune attività, ma il senso stesso del lavoro».
Accanto alla riflessione etica, la Cisl rilancia anche un impegno concreto: investire nella formazione permanente, perché nessuno venga escluso dalla transizione digitale. «La formazione di massa è il grande discrimine sociale della transizione digitale. Senza competenze diffuse, l’intelligenza artificiale non emancipa: seleziona».
L’altro pilastro indicato è la partecipazione. Per Fumarola, il cambiamento tecnologico non può essere subito passivamente, ma deve coinvolgere chi lavora, valorizzandone esperienza, responsabilità e competenze. «Se non c’è partecipazione la tecnologia si fa tecnocrazia e i lavoratori la subiscono. La partecipazione non rallenta l’innovazione: la rende più forte, perché la radica nella conoscenza concreta di chi lavora».
Il confronto promosso dalla Cisl ha così mostrato come il dialogo tra il magistero sociale della Chiesa e il mondo del lavoro possa offrire un contributo originale a uno dei temi più decisivi del nostro tempo. L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma il criterio con cui valutarla resta quello indicato dall’enciclica: ogni progresso è autentico solo se custodisce la dignità della persona e rafforza il valore del lavoro come esperienza di libertà, responsabilità e partecipazione.




