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«La semplificazione non aiuta e finisce per far affrontare temi disperatamente seri e complessi in maniera ideologica », ha dichiarato monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei alla conferenza stampa conclusiva dei lavori del Consiglio permanente. «L’atteggiamento con il quale la Chiesa si pone è quello di formare le persone». E si chiede se «è proprio attraverso la mobilitazione che si risolve il problema o non lo si risolve, invece, avendo docenti e persone capaci di rispondere a certi problemi non in maniera ideologica, ma con la testa, in modo razionale. Noi siamo impegnati, e non da oggi, su questo tema».
Un tema che il Consiglio permanente, svoltosi a Roma dal 23 al 25 marzo, ha affrontato insieme a quello della formazione del clero, della ripartizione dell’8 per mille, del prossimo Convegno Ecclesiale nazionale che si svolgerà a Firenze.
Senza dimenticare problemi altrettanto complessi, come la vicinanza ai cristiani perseguitati, il tema del lavoro «da affrontare con gli occhi e il cuore delle famiglie e dei singoli che affrontano il problema», quello degli abusi. Su quest’ultimo tema il “parlamentino” della Cei ha nominato il cardinale Bagnasco come membro referente della Pontificia commissione per la tutela dei minori e ha stabilito che, sull’esempio di quella vaticana, sia istituita una analoga commissione anche in seno all’episcopato italiano. «Nessun’altra istituzione ha fatto e sta facendo quello che abbiamo fatto noi per sradicare questo fenomeno», ha insistito monsignor Galantino. Ricordando, come aveva già fatto in altre occasioni, che una grande attenzione dovrebbe essere posta, per esempio, sui tour operator che portano i viaggiatori a fare turismo sessuale.
E sul disegno di legge Cirinnà in discussione al Senato sulle unioni gay monsignor Galantino taglia corto: «Il testo base è una forzatura ideologica perché vuole ridurre realtà oggettivamente diverse ad una».
Con la verve che lo caratterizza, il segretario della Cei, ha parlato anche del Sinodo sulla famiglia sottolineando che il tema principale non è quello sulla comunione ai divorziati «anche se, meno male che al Sinodo si può parlare di tutto». Ma, come emerge anche dalle risposte ai Lineamenta, che il Consiglio ha esaminato in questo giorni, «è soprattutto la bellezza del fare famiglia che va riscoperta. La famiglia come fattore di felicità che dà qualità alla vita».




