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«Sappiamo che i giudei trattavano con disprezzo i samaritani», precisa Bergoglio, «considerandoli estranei al popolo eletto. Non è dunque un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola. In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione».
Papa Francesco chiarsice che «non siamo noi che, in base ai nostri criteri, definiamo chi è il prossimo e chi non lo è, ma è la persona in situazione di bisogno che deve poter riconoscere chi è il suo prossimo, cioè ‘chi ha avuto compassione di lui’. È così che si diventa veri discepoli di Gesù e si manifesta il volto del Padre: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso”. È così che il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo diventa un’unica e coerente regola di vita».
Al termine, Bergoglio ha rinnovato la sua vicinanza al Venezuela, invocadno lo Spirito a ispirare e illuminare chiunque possa favorire un accordo che ponga fine alle sofferenze della gente.




