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I due prossimi beati: padre Augusto Rafael Ramírez Monasterio e suor Maria Ignazia Isacchi
Leone XIV ha autorizzato giovedì durante l’udienza al cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, la promulgazione dei decreti che riguardano il martirio di Augusto Rafael Ramírez Monasterio, sacerdote dell’Ordine dei frati minori, e il riconoscimento di un miracolo attribuito all’intercessione di Angela Caterina Isacchi, fondatrice della Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù di Asola, che dunque saranno beati, e le virtù eroiche di Nerino Cobianchi, laico, e delle religiose Crocifissa Militerni, suora della Congregazione di San Giovanni Battista, Maria Giselda Villela, fondatrice del Carmelo della Sacra Famiglia di Pouso Alegre, e Maria Tecla Antonia Relucenti, cofondatrice della Congregazione delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, da oggi venerabili. Ecco chi sono.
Augusto Rafael Ramírez Monasterio, martire della giustizia
Sacerdote francescano, nato a Città del Guatemala nel 1937, Augusto Rafael Ramírez Monasterio ha vissuto il suo ministero nel pieno della guerra civile guatemalteca. Parroco ad Antigua, si schierò dalla parte dei poveri e degli oppressi, difendendo i diritti umani alla luce del Vangelo. Arrestato nel 1983 per aver aiutato un campesino e per aver rispettato il sigillo sacramentale della confessione, subì torture e minacce. Catturato nuovamente il 7 novembre, fu ucciso dai militari. La Chiesa riconosce nel suo assassinio un vero odium fidei.
Maria Ignazia Isacchi, fondatrice dal cuore materno
Angela Caterina Isacchi, divenuta suor Maria Ignazia, nasce nel 1857 a Stezzano (Bergamo). Religiosa orsolina, nel 1893 guida la nascita della Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gesù, trasferendone la casa madre ad Asola. Superiora generale fino al 1924, fu figura di grande equilibrio e dedizione. Alla sua intercessione è attribuito il miracolo della guarigione, nel 1950, di una consorella gravemente malata. Dichiarata venerabile nel 2022, sarà ora beatificata.
Nerino Cobianchi, la santità nella vita laicale
Nato nel 1945 nel Pavese, Nerino Cobianchi è stato marito, padre, bancario e instancabile animatore della carità. Profondamente inserito nella vita parrocchiale, promosse gruppi di preghiera, attività educative e numerose iniziative solidali, in Italia e all’estero. Fondò opere di accoglienza per donne in difficoltà e sostenne popolazioni colpite da guerre e povertà. Anche dopo la diagnosi di tumore, continuò il suo impegno fino alla morte nel 1998. La sua vita mostra come la fede possa trasformare la quotidianità in luogo di santificazione.
Crocifissa Militerni, educatrice dei piccoli e dei poveri
Teresa Militerni nasce a Cetraro nel 1874. Entrata nella Congregazione di San Giovanni Battista, prende il nome di suor Crocifissa e si dedica all’educazione delle giovani povere e alla fondazione di opere sociali, tra cui un asilo per i bambini più bisognosi. Maestra delle novizie a Roma, torna poi in Calabria per motivi di salute. Muore nel 1925, lasciando il ricordo di una religiosa umile, tutta donata alla preghiera e al servizio degli ultimi.
Maria Giselda Villela, carmelitana della fiducia
Brasiliana, nata nel 1909, Maria Giselda Villela visse fin da giovane la prova della malattia, che non le impedì di entrare nel Carmelo. Cofondatrice del monastero di Pouso Alegre, ne fu priora e guida spirituale. Accogliente e materna, tanto da essere chiamata Mãezinha, seppe coniugare la clausura con una profonda apertura ecclesiale, soprattutto nel tempo del Concilio Vaticano II. Morì nel 1988, lasciando una viva fama di santità.
Maria Tecla Antonia Relucenti, pioniera dell’educazione femminile
Nata ad Ascoli Piceno nel 1704, Maria Tecla Relucenti è cofondatrice delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione. Collaborò strettamente con il sacerdote Francesco Antonio Marcucci, dedicandosi alla formazione spirituale e culturale delle donne. Fondò scuole gratuite e promosse l’educazione cristiana femminile in un’epoca segnata da forti limiti sociali. Donna di profonda fede e carità, morì nel 1769. La sua causa, avviata dopo quella del fondatore, ne riconosce oggi le virtù eroiche.




