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Chi sono i lefebvriani?
«Sono una comunità religiosa che si è formata, attorno al vescovo Marcel Lefebvre (1915-1991), il quale all’inizio degli anni Settanta ha deciso di fondare alcuni seminari dove si proponeva di formare sacerdoti destinati a trasmettere la vera tradizione cattolica. Dopo aver partecipato al Concilio e sottoscritto tutti i relativi documenti, l’anziano presule si era infatti convinto che la Santa Sede presentava una interpretazione degli esiti del Vaticano II che non si limitava a dialogare con il mondo moderno, ma cadeva nell’eresia modernista, giungendo persino ad acquisire elementi del protestantesimo. Nel 1976 i membri ecclesiastici della comunità sono stati sospesi a divinis da Paolo VI e nel 1988 la consacrazione di quattro vescovi ha determinato la scomunica di Giovanni Paolo II».


Le nuove ordinazioni sono illecite ma valide. Cosa vuol dire?
«Le consacrazioni attuali, come del resto quelle del 1988, sono valide, nel senso che sono state effettuate secondo le regole previste dal diritto canonico, ma sono illecite, in quanto, sempre per il diritto canonico, il vescovo consacrato può esercitare il suo potere di giurisdizione solo se ha ottenuto il mandato papale per svolgerlo su un determinato territorio».
Ora la Fraternità San Pio X è una realtà scismatica? Cosa significa?
«La consacrazione di un vescovo sprovvisto del mandato pontificio, comporta la scomunica immediata ed automatica (latae sententiae) del consacrato. I fedeli che si riconoscono in una comunità governata da un vescovo scomunicato sono inevitabilmente scismatici. Questa era del resto la condizione dei lefebvriani fino al 2009, quando Benedetto XVI, togliendo la scomunica inflitta da Giovanni Paolo II, ne aveva mutato la condizione. Una comunità scismatica è separata dall’unità cattolica e dunque non può partecipare alla vita della Chiesa, sotto tutti i profili, a partire dalla condivisione dei beni spirituali».
Nei mesi scorsi il Vaticano ha cercato il dialogo con la Fraternità. Perché non è stato possibile trovare un accordo?
«Il punto su cui si è infranta la possibilità di un accordo è l’interpretazione dei documenti conciliari. I lefebvriani non accettano che, in ultima istanza, sia la Santa Sede a stabilire il corretto significato delle deliberazioni prese dal Vaticano II. Ritengono infatti di esserne gli unici depositari autentici. Singolare contraddizione per chi asserisce che il Concilio ha abbandonato la tradizione, anche perché ha misconosciuto il primato papale!».
Che cosa non accettano del Concilio?
«Ritengono che il Vaticano II abbia abbandonato la tradizione su più punti. Ne è solo un aspetto la sostituzione della liturgia pre-conciliare (che, con stupefacente anacronismo, presentano come la “liturgia di sempre”, che non è mai storicamente esistita) con il nuovo rito promulgato da Paolo VI. Infatti essi contestano la collegialità episcopale come forma di governo della Chiesa universale; il riconoscimento del diritto alla libertà religiosa negli ordinamenti pubblici, dal momento che ritengono solo lo Stato confessionale conforme alla tradizione cattolica; e l’ecumenismo, in quanto sostengono che il dialogo tra i cristiani delle diverse confessioni comporta l’apertura alla possibilità di salvezza al di fuori della Chiesa cattolica. Rifiutano anche la censura conciliare verso l’antisemitismo, in particolare della tesi del deicidio da parte degli ebrei. Scambiano in realtà le forme assunte dal cattolicesimo ottocentesco, egemonizzato dall’ideologia intransigente, con la bimillenaria tradizione della Chiesa».


Nel mondo, e anche in Italia, esistono priorati e cappelle che fanno capo alla Fraternità San Pio X. Un fedele cattolico può riceve i sacramenti dai lefebvriani?
«Come in ogni comunità scismatica, i sacramenti sono validi, ma non sono leciti. Papa Francesco, come atto di misericordia aveva previsto nel 2016 che fosse lecita l’amministrazione della Confessione da parte dei sacerdoti lefebvriani e nel 2017 che, a certe condizioni, lo fosse anche il Matrimonio. Tuttavia, il 2 luglio 2026, il Dicastero per la dottrina della fede ha emanato una nota in cui avverte che, in seguito alla scomunica, anche i sacramenti della Penitenza e del Matrimonio amministrati dai lefebvriani sono invalidi. Ha poi esortato ogni fedele ad astenersi dal partecipare a qualsiasi celebrazione e attività promosse dalla Fraternità San Pio X».
*Storico delle religioni




