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Papa Leone XIV con il Patriarca Bartolomeo I impartiscono la benedizione ecumenica dal balcone della Chiesa Patriarcale di San Giorgio di Istanbul il 30 novembre scorso
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera nel quale tutte le confessioni cristiane pregano insieme per il raggiungimento della piena unità che è il volere di Cristo stesso.
Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e nel 2008 ha festeggiato il centenario. Dal 1968 il tema e i testi per la preghiera sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese, per protestanti e ortodossi, e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, per i cattolici.
Perché si celebra dal 18 al 25 gennaio?
La data tradizionale nell’emisfero nord, va dal 18 al 25 gennaio, data proposta nel 1908 da padre Paul Wattson, perché compresa tra la festa della Cattedra di san Pietro e quella della conversione di san Paolo; assume quindi un significato simbolico.
Nell’emisfero sud, in cui gennaio è periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste (come suggerito dal movimento Fede e Costituzione nel 1926), periodo altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa.
Quando è nata?
In realtà, la prima ipotesi di una preghiera per l’unità delle Chiese, antenata dell’odierna Settimana di preghiera, nasce in ambito protestante alla fine del XVIII secolo; e nella seconda metà dell’Ottocento comincia a diffondersi un’Unione di preghiera per l’unità sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth (1867) sia da papa Leone XIII (1894), che invita a inserirla nel contesto della festa di Pentecoste. Agli inizi del Novecento, poi, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scrive l’enciclica patriarcale e sinodale Lettera irenica (1902), in cui invita a pregare per l’unione dei credenti in Cristo. Sarà infine il reverendo Paul Wattson a proporre definitivamente la celebrazione dell’Ottavario che lo celebra per la prima volta a Graymoor (New York), dal 18 al 25 gennaio, auspicando che divenga pratica comune. Nel 1926 Il movimento Fede e Costituzione dà avvio alla pubblicazione dei Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani (Suggestions for an Octave of Prayer for Christian Unity), mentre nel 1935 l’abate Paul Couturier, in Francia, promuove la Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani, basata sulla preghiera per «l’unità voluta da Cristo, con i mezzi voluti da lui».
Nel 1958 Il Centre Oecuménique Unité Chrétienne di Lione (Francia) inizia la preparazione del materiale per la Settimana di preghiera in collaborazione con la commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Nel 2008 viene celebrato solennemente, in tutto il mondo, con vari eventi, il primo centenario della Settimana di preghiera, il cui tema «Pregate continuamente!» (1Ts 5,17) manifestava la gioia per i cento anni di comune preghiera e per i risultati raggiunti.


Papa Leone XIV con il Patriarca Bartolomeo I durante l'Incontro Ecumenico di Preghiera del 28 novembre scorso nei pressi degli scavi archeologici dell’antica Basilica di San Neofito a Iznik (Nicea), durante il viaggio apostolico in Turchia
(ANSA)
Come si celebra e chi sceglie i testi?
Attualmente la Settimana si celebra con un tema generale, e a partire da un passo biblico appositamente scelto e da un sussidio elaborato congiuntamente, a partire dal 1968, dalla commissione Fede e costituzione del CEC (protestanti e ortodossi) e dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (cattolici), “antenato” del Segretariato per l'unione dei cristiani voluto da Giovanni XXIII.
Qual è il tema scelto per il 2026?
Il tema proposto per quest’anno è: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» tratto da un passo della Lettera di San Paolo agli Efesini in cui l’Apostolo ricorda che si è tutti chiamati a vivere in comunione e che, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, si può costruire una Chiesa unita e forte, in grado di affrontare le sfide di questo tempo (cfr. Ef 4,1-3) per realizzare, così, la visione di Cristo per la sua Chiesa: un corpo unito, che riflette la sua gloria e il suo amore nel mondo e si impegna per la pace, la giustizia, la dignità umana e il diritto alla patria.
Il sussidio per la Settimana 2026 è stato elaborato dalla Commissione internazionale nominata dal Dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani (DPUC) e dalla Commissione Fede e costituzione (F & C) del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) riunitasi dal 13 al 18 ottobre 2024 presso la Santa Sede di Etchmiadzin, in Armenia. Durante l’incontro, presieduto dal Reverendo Dott. Mikie Roberts del CEC e dal Reverendo P. Martin Browne, OSB, del DPUC, i rappresentanti del Gruppo locale armeno hanno collaborato con la Commissione internazionale. Il 17 ottobre 2024, i membri del Gruppo locale e della Commissione internazionale sono stati ricevuti in udienza da Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicòs di tutti gli Armeni.
La Chiesa apostolica armena fa parte della tradizione ortodossa orientale ed è costellata dalla presenza di numerosi martiri. I suoi rituali, in ambito teologico e liturgico, influenzati da antiche usanze cristiane e da influssi culturali armeni, riflettono un’intensa spiritualità. Vanta una fiorente tradizione di ecumenismo e si impegna a costruire relazioni con altre comunità cristiane. Negli ultimi decenni ha avviato il dialogo con varie denominazioni, tra cui le Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti, cercando con tutte un terreno comune e preservando al contempo il proprio patrimonio unico. La partecipazione al Consiglio ecumenico delle chiese e le sue relazioni con il Vaticano e altri organismi ecumenici mostrano il suo impegno per l’unità dei cristiani e per il progresso nella comprensione reciproca.




