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Il vescovo di Alessandria Guido Gallese, 63 anni
Da alcune settimane la diocesi di Alessandria sta vivendo un tempo particolare: è in corso la Visita apostolica del cardinale Giuseppe Bertello, inviato da papa Leone per valutare lo stato complessivo della diocesi. In questi giorni, il Cardinale ha incontrato sacerdoti e laici con responsabilità pastorali ed economiche, raccogliendo informazioni e osservazioni su diversi aspetti della vita diocesana.
Subito dopo la diffusione della notizia, sui social e sui media locali sono circolate diverse notizie, tra gossip e congetture, sullo stile di vita del vescovo Guido Gallese, 63 anni, alla guida della diocesi dal 2012: dall’uso di un’auto elettrica “di lusso”, la Tesla, alla gestione dell’ex convento dei Frati cappuccini, Casa San Francesco, fino al Collegio Santa Chiara, recentemente ristrutturato e destinato agli studenti universitari. Si sono inoltre sollevate domande sulla gestione economica della diocesi e su spostamenti di sacerdoti e accorpamenti di parrocchie.
Per fare chiarezza, Enzo Governale, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali e portavoce del Vescovo, ha spiegato il senso di quanto sta accadendo: «La Visita apostolica non è un processo giudiziario», ha spiegato, «ma un atto di giurisdizione pontificia attraverso cui il Papa manifesta la sua vicinanza a ogni Chiesa locale. Il cardinale Bertello è qui per valutare lo stato della diocesi, non per giudicare il vescovo. Se ci fosse stato un problema personale, monsignor Gallese sarebbe stato convocato a Roma per un colloquio privato, non si mobiliterebbe un cardinale per settimane».
Sulle accuse riguardanti la gestione dei beni della diocesi, Governale chiarisce: «Su Casa San Francesco, la partenza dei frati è stata una loro scelta interna. Il vescovo ha deciso di non lasciare il vuoto: oggi la mensa dei poveri ha triplicato gli ospiti. Sul Collegio Santa Chiara, vedere studenti al posto di stanze vuote è un segno di speranza. Gli interventi sono stati realizzati grazie al sostegno dello Stato e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, non per generare profitto, ma come investimento per i giovani e i poveri».
Quanto alla scelta della Tesla elettrica, spesso oggetto di critiche: «L’auto non è stata acquistata con fondi della diocesi, ma personalmente dal Vescovo», precisa il portavoce, «è uno strumento per percorrere migliaia di chilometri ogni anno in modo sostenibile ed efficiente. Tra dieci anni sarà normale vedere vescovi su auto elettriche, come oggi è normale vedere sempre più veicoli elettrici sulle strade».
Riguardo alle possibili conseguenze della Visita apostolica, Governale sottolinea: «Non è un processo, ma un’occasione di crescita nella verità. Serve a capire se la strada pastorale intrapresa è quella giusta e, se necessario, correggere il tiro. La Chiesa vive così, con umiltà e responsabilità, per seminare qualcosa di nuovo nella nostra terra».
Il cardinale Bertello, originario della diocesi di Ivrea, già presidente del Governatorato dello Stato Città del Vaticano, è arrivato ad Alessandria l’11 gennaio e ha già svolto diversi incontri. Dopo un rientro a Roma, tornerà nella diocesi a febbraio. Governale assicura che, nonostante le polemiche mediatiche, la Visita apostolica procede in piena tranquillità, mentre il Vescovo rimane amareggiato per «l’uso distorto di alcuni dati reali amplificati in puro gossip e calunnie».
Anche monsignor Gallese ha risposto, dopo alcuni giorni, alle polemiche e agli attacchi: «Bisogna essere cattivi e persone di poco intelletto per attaccarmi su queste cose veramente incredibili», ha detto domenica ai fedeli nel Duomo di Valenza, durante la celebrazione della festa patronale di San Massimo, «Stamattina, quando mi sono svegliato nella mia camera monastica, alla faccia dell’immagine che hanno dato di me, mi è venuto da ridere», ha detto Gallese dall’altare. «Non so se esista uno di voi che si sia svegliato in una stanza più piccola della mia. Quando mi sono trasferito a Casa San Francesco, ai progettisti arrivati per vedere come costruire la parte a me dedicata ho chiesto che la mia camera fosse tramezzata, ridotta, con un muro in cartongesso. Perché, poi, a chi viene dopo voglio lasciare la libertà di avere una camera più grande. Io sto bene in una piccola».
Il vescovo ha poi ringraziato per la solidarietà ricevuta:«Ringrazio per i centinaia di messaggi che mi sono arrivati. Chiedo perdono se non sono riuscito a rispondere a tutti. Abbiate pazienza, ma sto vivendo un momento veramente complicato». Ha però assicurato di stare bene e di sentirsi un uomo sereno. «Trovo la mia pace nel Signore. Di notte me ne vado da Gesù, lui mi vuole un sacco di bene. E questa è la cosa che mi consola di più». A nome della comunità valenzana è intervenuto anche il parroco, don Santiago Ortiz, che ha sottolineato il cambiamento portato dal vescovo nella diocesi: «Non con i piani pastorali, ma con l’esempio, nonostante la Tesla e il kitesurf. Ha cambiato la nostra Chiesa suscitando nei ragazzi il desiderio di seguire Gesù».




