Sono passati cent’anni, ma l’Italia sembra non volersi liberare di un cognome ingombrante: Mussolini. Il fatto che nel centenario delle “leggi fascistissime” una Mussolini torni alla ribalta della nazione potrebbe apparire un funesto presagio, specie se al Governo c’è un partito che fatica a liberarsi di certe ombre ideologiche e fuori dall’aula parlamentare un Generalissimo (Vannacci) è in crescita di consensi. Ma in realtà, in questo caso, possiamo stare tranquilli: l’analogia è soprattutto onomastica, anzi patronimica: per la nipote Alessandra, che vince al televoto del “Grande Fratello Vip”, democraticamente designata regina di una certa Tv spazzatura col 56% delle tele-preferenze, contro Antonella Elia ferma al 44%, il cognome è sempre stato croce e delizia.

Ne ha senz’altro beneficiato, come di una rendita, per intrecciare, in quasi cinquant’anni di carriera, cinema (l’esordio, quindicenne, in qualche inquadratura accanto alla zia Sophia Loren in quel capolavoro che è Una giornata particolare) politica, attraversando ruoli e partiti e soprattutto televisione popolare, da una Domenica in baudesca degli anni Ottanta ai travestimenti di Tale e quale show, fino ad arrivare ai reality e al Grande Fratello. La storia si ripete due volte, la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.

Dalla gravità del Novecento veniamo catapultati nel suo rovesciamento, con la nipote del Duce che trionfa al televoto di Canale 5. Dai discorsi alla folla di Palazzo Venezia o dalla trebbiatura a torso nudo del grano del nonno alle urla con Antonella Elia davanti ai piatti da lavare della nipote: nel lavacro del trash televisivo è entrata una Mussolini ed è uscita un’Alessandra.