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Valerio con Gerry Scotti
Non è la cifra a fare la differenza. O almeno, non solo. In certe serate televisive accade qualcosa che va oltre il gioco, oltre il montepremi. È successo domenica 15 marzo, su Canale 5, durante Chi vuol essere milionario?, quando un concorrente ha trasformato una vincita importante in un momento di autentica umanità.
Protagonista è stato Valerio, 39 anni, receptionist nel settore luxury di Taranto, che con competenza e sangue freddo ha vinto 200mila euro rispondendo correttamente a una domanda sul grande Marcello Mastroianni. Il film da individuare era Una giornata particolare, e Valerio, appassionato di cinema, non ha avuto esitazioni.
Ma ciò che ha colpito davvero è arrivato subito dopo. Alla domanda del conduttore Gerry Scotti su come avrebbe utilizzato la vincita, Valerio ha lasciato spazio al cuore: cambiare casa, certo, ma anche «fare qualcosa per il reparto di oncologia pediatrica» della sua città. Parole semplici, pronunciate con voce rotta dall’emozione, che hanno immediatamente cambiato il clima in studio. Scotti si è commosso insieme a lui, arrivando a passargli un fazzoletto mentre le lacrime scorrevano.
Un reparto d’eccellenza che chiede attenzione
Quelle parole non sono rimaste sospese nel vuoto. Rimandano a una realtà concreta e delicata: il reparto di oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Santissima Annunziata, intitolato a Nadia Toffa, l’ex inviata delle Iene morta nel 2019 per tumore, punto di riferimento per molti bambini malati non solo della città ma anche di altre zone della Puglia e della Basilicata.
Diretto dal dottor Valerio Cecinati, il reparto segue attualmente circa 80 piccoli pazienti oncologici. Dispone di sette posti letto per le terapie intensive oncologiche e di un’unità di day hospital, con l’obiettivo, come ha sottolineato lo stesso direttore, di ridurre il più possibile la permanenza in ospedale, permettendo ai bambini di tornare a casa appena le condizioni lo consentono.
Si tratta di una vera eccellenza sanitaria, costruita negli anni grazie alla professionalità del personale e a un approccio sempre più attento alla qualità della vita dei pazienti. Ma, come spesso accade nella sanità pubblica, non mancano le difficoltà: carenze strutturali, risorse limitate e tempi burocratici che rallentano interventi e acquisti necessari.
Emblematico è il caso della recente donazione di un monitor multiparametrico, strumento fondamentale per il controllo dei parametri vitali dei bambini più fragili. Un aiuto arrivato non dalle istituzioni, ma dal sindacato e dalla solidarietà dei lavoratori, a conferma di quanto il contributo della società civile resti decisivo. «Abbiamo bisogno di più attenzione da parte delle istituzioni», ha sottolineato Cecinati in una recente intervista, ricordando che investire sui bambini significa investire sul futuro. Anche il progetto del nuovo ospedale San Cataldo rappresenta una speranza, ma richiederà continuità e impegno concreto.
La forza della solidarietà
Accanto al lavoro dei medici, un ruolo fondamentale è svolto dalle associazioni. Tra queste, l’Associazione Genitori di Taranto Oncoematologia, composta da famiglie che vivono o hanno vissuto in prima persona la malattia dei propri figli. Non solo supporto al reparto, ma anche aiuti concreti alle famiglie, spesso messe a dura prova da spese e difficoltà organizzative. Dall’acquisto di materiali quotidiani fino al sostegno economico e alle borse di studio per il personale, il contributo del terzo settore si rivela essenziale per colmare i vuoti lasciati dalle lentezze del sistema.
Una vittoria che diventa testimonianza
È dentro questa realtà che acquista ancora più significato il gesto di Valerio. Non un generico slancio di generosità, ma un’attenzione rivolta a un luogo preciso, a volti e storie reali.
Valerio non è solo un concorrente brillante: parla cinque lingue, ha lavorato tra Francia, Messico e Grecia e ha scelto di tornare a Taranto per stare vicino alla madre. Appassionato di enigmistica, giochi da tavolo e cultura, ha attraversato il quiz con sicurezza, muovendosi tra riferimenti che vanno da Homer Simpson ai Led Zeppelin fino a Sherlock Holmes. Ma è nella fragilità di quel momento, nelle lacrime condivise con il conduttore e con il pubblico, che si è rivelata la parte più vera della sua storia.
Dopo aver vinto i 200mila euro, Valerio ha scelto di fermarsi. Una decisione prudente. «Ho detto una cosa che mi è venuta spontanea, proprio dal cuore: fare un piccolo gesto e sottolineo piccolo per il reparto di oncologia pediatrica dell’Ospedale Santissima Annunziata», ha detto il concorrente all’emittenta tarantina Studio 100, «perché Taranto? Perché è la mia città, e perché conosciamo tutti la condizione che purtroppo viviamo ogni giorno. Ho 39 anni, sono tornato dall’estero da tempo e ho scelto di restare qui, nella mia città, nella mia regione. Certo, sono soldi che mi servono: voglio sistemare tante cose, quelle di cui più o meno tutti abbiamo bisogno, crearmi un piccolo spazio, cambiare casa. Ma sentivo che era giusto pensare anche a qualcosa per gli altri».
Una vittoria che racconta una storia
Valerio non è solo un concorrente brillante. Dietro la sua partecipazione c’è una storia fatta di esperienze e scelte: parla cinque lingue, ha lavorato all’estero, tra Francia, Messico e Grecia, e ha deciso di tornare a Taranto per stare vicino alla madre. È single, appassionato di enigmistica e giochi da tavolo, curioso e preparato, capace di spaziare tra cultura pop e letteratura, passando da Homer Simpson ai Led Zeppelin fino a Sherlock Holmes.
Eppure, ciò che lo ha fatto entrare nel cuore degli spettatori non è stato il suo sapere, ma la sua sensibilità.





