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A sinistra Luca Agentero nella serie Avvocato Ligas, a destra Alessandro Gassmann nei panni dell'avvocato Guerrieri, montaggio da foto ANSA
Dovendo scegliere, vi fareste difendere dall’avvocato Lorenzo Ligas, uno sfacciato, spregiudicato e naturalmente affascinante Luca Argentero, o dall’avvocato Guido Guerrieri, un dubbioso, colto e naturalmente affascinante Alessandro Gassmann?
Per fortuna la nostra preferenza riguarda solo il telecomando, ma è curioso che, quasi contemporaneamente, vadano in onda, su Sky e Rai 1, due serie piuttosto riuscite dedicate a protagonisti che esercitano la professione legale. Insomma, dopo commissari, magistrati e persino preti detective, è arrivato il momento degli avvocati.
Guerrieri. La regola dell’equilibrio e Avvocato Ligas sono solo apparentemente dei “legal drama”. In primo luogo perché la narrazione processuale lascia ampio spazio alla vera e propria indagine. E poi soprattutto perché, a differenza delle serie americane, qui il centro dell’attenzione è sulla costruzione dei personaggi.
E da questo punto di vista la figura del “bauscia” Ligas, il personaggio è tratto dal romanzo Perdenti di Gianluca Ferraris, che sfodera facce da schiaffi al ritmo dei gin tonic che ingolla, è senz’altro più originale, più in linea con uno stile Sky, irriverente e meno paludato di quello della fiction Rai, in un esperimento coraggioso che scolora di frequente il giallo in commedia. Ma, a ben vedere, l’adattamento di Ligas eccede anche spesso nell’iperbole, lo stereotipo rischia di diventar macchietta (a cominciare dalla parlata “alla milanese” di Argentero), mentre le vicende di Guerrieri crescono di episodio in episodio e confermano Gassmann jr. come uno dei migliori protagonisti della nostra fiction.





