I gettoni d’oro non sono solo un pezzo della storia della televisione italiana. La loro parziale abolizione come premio per i giochi televisivi segna la fine di un’epoca e ci fa entrare in un presente nel quale efficienza e convenienza sostituiscono la fiabesca luccicanza del pregiato metallo.

La notizia l’ha data Gerry Scotti, il figlioccio televisivo di Mike Bongiorno, suo erede come sovrano del telequiz, durante una puntata di La ruota della fortuna: dal primo febbraio 2026, il fortunato vincitore viene bonificato del premio direttamente sul conto corrente bancario.

Niente più dobloni, ma la moneta virtuale che finisce su un Iban, già tassato, con ritenuta d’acconto al 20%. In sostanza, per 100mila euro vinti, 80 mila si materializzano rapidamente sul conto del premiato. Tutto più semplice, tutto più conveniente.

Gerry Scotti e Semira Lui a La ruota della fortuna

Posso testimoniare che questa è una battaglia combattuta da lungo tempo proprio da Gerry: qualche anno fa ebbe modo di dirmi di voler superare il premio a gettoni d’oro, che penalizzava i vincitori. Come emerse nel 2016, a seguito di un piccolo scandalo provocato da una puntata di Report e un servizio di Sigfrido Ranucci, il gettone d’oro non solo è giustamente tassato, ma comporta diverse altre spese di conversione in contanti, fra cui l’Iva, col risultato di decurtare la vincita di oltre il 30%. Dunque molto meglio la prosaicità di un bonifico.

Ma il gettone d’oro si lega per settant’anni alla storia del gioco a premi. Non proprio col primissimo game della Rai, che si intitolava Duecento al secondo, era condotto da Mario Riva e andò in onda da giugno a settembre del 1955, ma con quello più famoso: Lascia o raddoppia?, il primo cult televisivo in onda dal 26 novembre 1955, condotto da Mike Bongiorno. Il primo straordinario fenomeno televisivo della nostra nazione. Alla fine dei raddoppi, per un massimo di cinque settimane consecutive, si poteva sperare di portare a casa ben 128 gettoni d’oro e cifre capaci di cambiare la vita. Da allora telequiz, Mike e gettoni d’oro diventano ingredienti indissolubili di successo: da Rischiatutto a Telemike, in cui una concorrente, pur di portarsi a casa i gettoni d’oro, si nascose dei fogliettini nel reggiseno per essere scoperta in flagrante dall’inflessibile Mike.

I gettoni hanno però esondato la storia del telequiz. Tutti i giochi Tv, per esempio il Grande Fratello e gli altri reality, premiano generalmente in gettoni d’oro. La ragione è una legge dello Stato che risale addirittura al 1938 e che si intitola “Regio decreto di riforma delle leggi sul lotto pubblico”. inizia così: «Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia e Imperatore d’Etiopia...». Senz’altro una norma antiquata, quando la Tv non c’era ancora, ma essenziale ancora oggi per vietare il gioco d’azzardo e consentire, per tutti i concorsi promozionali, vincite non espresse direttamente in denaro. In virtù di quel decreto, oggi vengono utilizzati voucher digitali e crediti elettronici e non contanti. La Tv è rimasta legata al gettone d’oro come parte di un immaginario che lega inseparabilmente il quiz, che abbiamo importato dagli americani, al forziere di Uncle Scrooge, anche noto come zio Paperone. Dal 2019 però una sentenza del Tar ha distinto il destino dei concorsi a premi promozionali dai giochi televisivi, liberando il piccolo schermo dalla dipendenza dai gettoni della Zecca dello Stato.

Ed è stato Gerry Scotti a fare per primo la mossa del passaggio al contante già tassato. Se il denaro contante evoca il gioco d’azzardo, associazione da evitare assolutamente nella pedagogica Rai delle origini dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, in alcuni casi ha comunque fatto capolino in Tv. L’eccezione più visibile nella storia del genere è stato un gioco a premi andato in onda dal 2011 e condotto ovviamente da Gerry: The Money Drop, che prevedeva la presenza di un milione di euro veri negli studi di Cologno Monzese, che per la bisogna si dotarono di metal detector all’entrata. Ma i bigliettoni, pur veri, erano comunque un oggetto scenico, perché poi i premi venivano elargiti in gettoni d’oro. Dunque addio, per ora solo nei programmi di Scotti, ai mitici gettoni d’oro. Un altro segnale di una televisione che cambia radicalmente nell’offerta abbondante delle nostre Tv connesse a Internet, dove Rai1 e Canale 5 sono sullo stesso piano di Netflix e YouTube.