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Una scena di "Wolf and sheep" della regista afghana Shahrbanoo Sadat, alla quale il Fescaaal dedica un omaggio.
Una finestra aperta sul mondo, che permette di guardare gli altri continenti, a partire da quello africano, non dal nostro punto di vista, ma attraverso gli occhi e il racconto di chi quei continenti li vive. Il Festival del cinema africano, d’Asia e America latina (Fescaaal) a Milano da 35 anni è un appuntamento culturale prezioso, un’opportunità di straordinario valore per conoscere la produzione cinematografica – cortometraggi e lungometraggi - di registe e registi che, con la loro narrazione, restituiscono un’immagine reale, non stereotipata, dei loro Paesi.
Il Fescaaal torna per la sua 35esima edizione dal 20 al 29 marzo 2026 in sala a Milano e in streaming in tutta Italia su MYmovies.it. L’immagine iconica che caratterizza la rassegna, la zebra multicolore, quest’anno cambia, uscendo dalla bidimensionalità e prendendo corpo. «Non è un semplice esercizio formale, ma un passaggio di stato: la zebra continua a esistere trasformandosi», dichiarano le direttrici artistiche Annamaria Gallone e Alessandra Speciale. «Diventa segno vivo, capace di rimandare a un ritorno all’autenticità, ma anche di animarsi e acquisire una presenza che dialoga con il linguaggio del cinema. È una figura che non si fissa in un simbolo: attraversa il tempo, resiste e resta vitale, come le storie e gli sguardi che il festival porta sullo schermo.”
Zebra Lives On è lo slogan che accompagna questa edizione e ne racchiude lo spirito: un segno di continuità e trasformazione, di resistenza e vitalità, che riafferma l’identità del festival come spazio vivo di incontro, dialogo e visione sul cinema e sulle culture di Africa, Asia e America Latina.


Una scena di "Aisha can't fly", film d'esordio dell’egiziano Morad Mostafa, ambientato al Cairo.
Prodotto da Coe Ets e Fondazione Terre des Hommes Italia Ets, il Fescaaal propone quest’anno 47 film (21 realizzati da donne) di cui 23 prime italiane, una prima internazionale e una prima europea, incontri con gli autori ed eventi speciali dedicati al cinema e alle culture di Africa, Asia e America Latina, che si svolgeranno in presenza nelle seguenti sale: Cinema Godard di Fondazione Prada, Cineteca Milano Arlecchino, Cineteca Milano MIC e Auditorium San Fedele. La programmazione prevede sei sezioni: Concorso lungometraggi finestre sul mondo, Concorso cortometraggi africani, Concorso Extr’A, Sezione Flash, Fuori concorso, Omaggio a Shahrbanoo Sadat
A inaugurare il festival, il 20 marzo, è la proiezione in anteprima italiana di No Good Men di Shahrbanoo Sadat, alla presenza della regista. Il film è stato recentemente presentato in anteprima mondiale come film di apertura della 76esima Berlinale. Nata in Afghanistan e formatasi tra Kabul e l’Europa, Sadat ha costruito un’opera che mette al centro personaggi sospesi tra tradizione e modernità, realtà e immaginazione, raccontando con raro talento il desiderio di emancipazione e la complessità della condizione femminile in contesti segnati dal conflitto e dal patriarcato. Con il suo mix tra commedia romantica e critica sociale e una prospettiva femminile radicata nella realtà afghana, No good men segna un nuovo capitolo di un percorso artistico capace di intrecciare satira sociale, memoria collettiva e racconto politico. Fescaaal e Fondazione Prada omaggiano la regista presentando anche i suoi due lungometraggi precedenti, Wolf and Sheep (2016) e Orphanage (2019).
Tra i dieci lungometraggi in anteprima italiana, Laundry, opera prima della sudafricana Zamo Mkhwanazi, narra la storia di un giovane aspirante musicista e della sua famiglia, che tenta faticosamente di gestire un’attività in proprio durante l’epoca dell’apartheid; Aisha Can’t Fly Away, esordio dell’egiziano Morad Mostafa, è un thriller urbano girato nel cuore del Cairo, in cui una badante sudanese è ricattata da un racket locale; Homebound di Neeraj Ghaywan, di cui Martin Scorsese è produttore esecutivo e mentore, segue il percorso di due amici d’infanzia nel delicato passaggio verso il mondo del lavoro, una storia di fratellanza e di lotta contro le barriere sociali.
I film delle tre sezioni competitive del Fescaaal saranno premiati da due giurie: la giuria internazionale che assegnerà il Premio Comune di Milano al Miglior film del Concorso Lungometraggi “Finestre sul Mondo” e una Giuria di giornalisti cinematografici che assegnerà il Premio al Miglior Film del Concorso Extr’A, offerto da Terre des Hommes, e il Premio al Miglior cortometraggio africano.
Come ogni anno, la programmazione dei film è affiancata da numerosi eventi e incontri. Per tutte le informazioni si può visitare il sito.





