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«Questo progetto nasce da una scintilla che si è accesa la prima volta che ho messo piede all’Ospedale Santobono Pausilipon. In quelle corsie ho riconosciuto qualcosa che sfugge alle parole e che va ben oltre la cura medica», dice Valentina Lavazza, ideatrice e produttrice del progetto “Risonanze”. «Grazie al lavoro della Fondazione Santobono Pausilipon ogni giorno in quell’ospedale accade qualcosa di magico. Da loro in questi mesi ho imparato che la vita se non la si può allungare, la si può allargare. Da quella scintilla è nato un viaggio che ha superato i confini dell’ospedale, lasciando risuonare le storie dei nostri sei bambini protagonisti. Sono loro ad averci insegnato a riconoscere la fiducia e a custodire la speranza che non promette, ma illumina», continua.
Lo scorso 6 maggio, la Fondazione Quartieri Spagnoli (Foqus) ha ospitato un evento straordinario che ha visto la partecipazione di artisti e istituzioni per accogliere l’Amoroforo, cioè il treno partito da Torino e arrivato a Napoli, carico di speranza e solidarietà per i bambini del Santobono. A bordo, per sostenere il progetto, sono saliti numerosi volti noti del panorama artistico e sociale, fra gli altri, lo scrittore e attivista Luca Trapanese, lo scrittore Luca Bianchini, i comici Ale & Franz, l’astronauta Paolo Nespoli, la giornalista sportiva Maria Luisa Jacobelli.


«“Risonanze” rappresenta pienamente il senso più profondo della nostra missione: umanizzare la cura, trasformando l’ospedale in uno spazio dove i bambini possano continuare a esprimersi. Questo progetto dimostra come, anche nei momenti più complessi, sia possibile generare bellezza. La musica, in questo percorso, diventa linguaggio universale di cura e speranza», afferma Flavia Matrisciano, direttrice della Fondazione Santobono Pausilipon.
Quella del 6 maggio, a Napoli, è stata una serata in cui l’ospedale è uscito per i quartieri a condividere il dolore dei bambini con la gioia attraverso la musica. Il documentario “Risonanze”, del regista Jacopo Genuardi, racconta proprio cosa accade in una corsia mentre il mondo fuori continua la sua routine, attraverso le voci di sei piccoli pazienti e il loro modo di affrontare la malattia, che diventa un insegnamento per tutti. «Con questo documentario ho voluto raccontare cosa succede quando si cambia il punto di vista. Nel film vediamo bambini, famiglie e medici che attraversano la stessa tensione ma con intensità e reazioni diverse. Sentivo il film come una corda tesa tra forze opposte ma complementari. Una corda che sembrava sempre sul punto di spezzarsi ma che, proprio grazie a quella tensione, riusciva a vibrare e a generare risonanza. Lo sguardo di un bambino riesce a trasformare anche la fragilità in bellezza. Sono loro a insegnare agli adulti che la vita scorre, ma accade adesso», dice il regista.


L’Ospedale Santobono Pausilipon è il principale polo ospedaliero pediatrico del Sud Italia e punto di riferimento regionale per l’emergenza e l’alta specializzazione in ambito neonatale e pediatrico. Rodolfo Conenna, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono Pausilipon, racconta: «La musica ha la forza di entrare in relazione diretta con l’anima, specie con quella dei bambini. In un contesto complesso come quello ospedaliero, diventa uno strumento prezioso di cura. Con “Risonanze” abbiamo voluto dare spazio a questa forza, riconoscendo nella musica non solo un linguaggio artistico, ma una vera e propria alleata nel percorso clinico e terapeutico dei nostri pazienti. Questo progetto testimonia quanto sia fondamentale assistere il bambino nella sua interezza, riconoscendo valore anche alla dimensione emotiva ed espressiva».





