C'è un momento, nelle sere d'estate, in cui una piazza si trasforma. Le sedie si riempiono lentamente, le voci si abbassano, il buio cala senza fare paura e un telo bianco diventa una finestra aperta sul mondo. Non è soltanto la magia del cinema all'aperto: è una comunità che si ritrova e riscopre il piacere di stare insieme. È da questa intuizione che nasce "Immaginario – Cinema e comunità", il progetto promosso da Cinemovel Foundation insieme al Comune di Bagnacavallo e all'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, con la collaborazione della Cineteca di Bologna e Mymovies e il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Dal 7 luglio al 1° agosto il grande schermo uscirà dalle sale per raggiungere piazze, cortili, parchi, musei, centri civici e frazioni di nove Comuni della Bassa Romagna: Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno. Trenta proiezioni itineranti costruiranno una geografia diversa della cultura, portandola là dove le persone vivono e si incontrano ogni giorno.

L'iniziativa nasce come un progetto di welfare culturale e assume un significato particolare in un territorio che negli ultimi anni ha conosciuto due ferite profonde: la progressiva scomparsa delle sale cinematografiche e le devastanti conseguenze delle alluvioni del 2023 e del 2024. In questo contesto il cinema non è soltanto intrattenimento, ma occasione di ricostruzione del tessuto sociale, strumento capace di riattivare relazioni e senso di appartenenza.

La rassegna non si limita infatti alle proiezioni. Il programma comprende retrospettive, film restaurati, cinema muto accompagnato dalla musica dal vivo, anteprime, opere legate al territorio emiliano-romagnolo e incontri con autori e professionisti del settore. Un'offerta che guarda tanto alla qualità artistica quanto alla capacità di coinvolgere pubblici differenti.

Particolare attenzione è riservata alle nuove generazioni. Nelle settimane precedenti all'avvio della manifestazione saranno organizzati laboratori di stop motion per bambine, bambini e adolescenti, chiamati a realizzare la sigla animata del festival. Parallelamente, un gruppo di giovani seguirà un percorso di produzione audiovisiva per raccontare l'evento attraverso video e podcast, mentre altri volontari verranno formati per affiancare l'organizzazione delle serate. Il pubblico, insomma, non sarà soltanto spettatore ma protagonista.

È un modo diverso di concepire il cinema: non consumo individuale ma esperienza condivisa, non semplice proiezione ma occasione di partecipazione civile. Lo schermo diventa il punto d'incontro tra memoria e futuro, tra chi abita questi luoghi da sempre e chi li attraversa oggi con uno sguardo nuovo.

In un'epoca in cui gran parte della fruizione audiovisiva avviene in solitudine, davanti agli schermi domestici o dello smartphone, "Immaginario" sceglie la direzione opposta. Invita le persone a uscire di casa, a occupare nuovamente gli spazi pubblici, a sedersi una accanto all'altra per condividere emozioni, riflessioni e domande.

Il valore dell'iniziativa risiede proprio qui: nella convinzione che la cultura possa diventare un'infrastruttura sociale, un bene comune capace di generare legami. Le immagini in movimento, spiegano gli organizzatori, sono un linguaggio universale e inclusivo che contribuisce a costruire immaginari condivisi e ad aprire nuove prospettive sul territorio e sul suo futuro.

Così, nelle sere d'estate della Bassa Romagna, il cinema torna alle sue origini popolari. Esce dai luoghi consacrati, attraversa i paesi, raggiunge le frazioni e riporta la narrazione al centro della vita collettiva. Perché una comunità che si ritrova davanti a uno schermo non sta soltanto guardando un film: sta imparando, ancora una volta, a guardarsi negli occhi.