Ci sono ruoli che restano cuciti addosso, malgrado una carriera che tra cinema e televisione ha visto il biondo attore Sam Neill neozelandese, ma è nato a Omagh, in Irlanda del Nord, e cresciuto in Nuova Zeland, scomparso all’età di 79 anni, dal volto rassicurante ma capace di diventare improvvisamente glaciale, interpretare personaggi tra i più diversi.

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E quando pensiamo a Sam Neill, il suo volto, per la maggior parte del pubblico di almeno tre generazioni, si associa a quello del dottor Alan Grant, che nella saga di Jurassic Park è l'artefice, insieme al visionario miliardario interpretato da Sir Richard Attenborough e all'intrepida assistente con il volto di Laura Dern, del ritorno in vita dei dinosauri partendo dal loro DNA intrappolato nella resina dell'ambra. Una trovata narrativa ingegnosa firmata da Michael Crichton, che segnò un'epoca, trasformò tirannosauri e velociraptor in vere star e diede vita a una serie di sequel più o meno riusciti.

Sam Neill nel primo Jurassic Park

Nel secondo capitolo, Il mondo perduto - Jurassic Park, sempre diretto da Steven Spielberg, Sam Neill non c'era, ma tornò nel terzo, diretto questa volta da Joe Johnston, uscito nel 2001 con il titolo Jurassic Park III. Con questo film sembrava concludersi la prima trilogia, cui però ne seguì una seconda: Jurassic World (2015), Jurassic World - Il regno distrutto (2018) e Jurassic World - Il dominio (2022). Solo in quest'ultimo Sam Neill tornò ancora una volta a vestire i panni, un po' alla Indiana Jones, di Alan Grant.

Prima ancora del blockbuster Jurassic Park si era fatto notare per una serie di film, tra cui quello che è rimasto più a lungo nell'immaginario collettivo: Ore 10: calma piatta. Sam Neill interpreta il marito di una giovanissima Nicole Kidman: la coppia si concede una solitaria crociera in barca a vela per superare la tragedia della morte del figlio. Solcando l'oceano si imbatte in un naufrago, interpretato da Billy Zane (molti anni prima di diventare il fidanzato di Rose in Titanic), che si rivela uno psicopatico assassino.

Sam Neill con Nicole Kidman in "Ore 10: calma piatta"

La barca a vela diventa così una trappola, dalla quale i due coniugi, ricchi, belli e dal cuore buono, dovranno uscire trasformandosi in eroici vendicatori. E Sam Neill, con la camicia bianca aperta sul petto, la pelle abbronzata, mentre cinge con le braccia muscolose la magrissima Nicole Kidman dal volto ancora adolescenziale e conduce l'imbarcazione sul mare increspato – la quiete prima della tempesta – è un'immagine che si è impressa nel cuore di molte spettatrici, forse superata soltanto da quella di Rose e Jack sulla prua del Titanic.

Ma Sam Neill ha dato il volto anche a uomini assai poco romantici e dai modi bruschi, se non spietati. Nel capolavoro Lezioni di piano (1993), scritto e diretto da Jane Campion, vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes e di tre Premi Oscar, interpreta Alisdair Stewart, il proprietario terriero neozelandese che sposa per convenienza Ada McGrath (Holly Hunter), una donna muta giunta dalla Scozia con la figlia e il suo inseparabile pianoforte. Alisdair appare come un uomo rigido, impacciato e incapace di comprendere il mondo emotivo della moglie.

Sam Neill in Lezioni di piano

Tuttavia, quando scopre la relazione tra Ada e George Baines (Harvey Keitel), il suo desiderio di controllo si trasforma in gelosia e violenza, rivelando il lato più oscuro del personaggio, fino a compiere un gesto forse ancora più crudele dell'omicidio stesso. Un ruolo memorabile per un film che, come molte altre opere della regista neozelandese, indaga la follia e le passioni umane in tutte le loro forme.

Della sterminata filmografia di Sam Neill ricordiamo in fine un altro antagonista brutale ma non privo di sfumature. Nelle prime due stagioni della fortunata serie Peaky Blinders, è l’ Ispettore Capo Chester Campbell, inviato da Belfast a Birmingham da Winston Churchill per recuperare un carico di armi militari rubate e smantellare la banda dei Peaky Blinders guidata da Tommy Shelby.

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Sam Neill in Peaky Blinders

Campbell è un uomo intelligente, inflessibile e profondamente convinto della propria missione, ma il suo forte senso del dovere si accompagna a metodi spesso brutali e pregiudizi radicati. Convinto che il fine giustifichi i mezzi, non esita a ricorrere all'intimidazione, alla violenza e alla manipolazione pur di raggiungere i propri obiettivi. Sam Neill costruisce il personaggio con grande intensità, evitando di ridurlo a un semplice "cattivo". Campbell è animato da una rigida morale protestante e da una visione autoritaria della legge, che lo porta a considerare Tommy Shelby non solo un criminale, ma una minaccia all'ordine sociale. Nel corso della stagione emerge anche un lato più fragile e ossessivo, soprattutto nel rapporto con Grace Burgess, che contribuisce a rendere il personaggio più complesso e umano. Insomma un grande attore, a cui rendere omaggio recuperando qualche suo film in cui è stato diretto da grandi registi: Fino alla fine del mondo di Wim Wenders, Il seme della follia di John Carpenter, Angel - La vita, il romanzo (Angel) di François Ozon.