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© 2025 Netflix, Inc.
Quando i fratelli Duffer lanciarono la prima stagione nel 2016, l’operazione sembrava un semplice omaggio al cinema di Spielberg e King. In realtà, hanno fatto molto di più. Hanno reso gli anni ’80 un’estetica universale anche per chi quegli anni non li ha mai vissuti. Dalle musiche synth-pop alle biciclette BMX, lo show ha creato un ponte tra generazioni, trasformando la nostalgia in un luogo dove tutti- genitori e figli- si sono sentiti a casa
Uno dei punti di forza incredibili della serie è stato vedere il cast crescere in tempo reale. Abbiamo iniziato con dei bambini che giocavano a Dungeons & Dragons nel seminterrato e finiamo con dei giovani adulti che hanno affrontato sfide ben più grandi di un semplice mostro. Per il pubblico, non è stato solo guardare una serie, ma crescere insieme a Unidic, Mike, Dustin e gli altri. Questo legame emotivo è ciò che ha reso l'attesa per la stagione finale quasi insopportabile.
Se c'è un tema che ha definito Stranger Things, è che essere diversi è un superpotere. La serie ha celebrato i nerd, gli emarginati, quelli che non si sentivano mai "abbastanza" per il mondo normale. La forza del gruppo (il leggendario «gli amici non mentono») ha dimostrato che non serve essere un eroe d'azione per salvare il mondo: bastano una buona strategia, un walkie-talkie e qualcuno che copra le tue spalle.


Pochi show possono dire di aver cambiato le classifiche musicali mondiali (basti pensare al ritorno di Kate Bush o dei Metallica) o di aver fatto triplicare le vendite di giochi da tavolo e Eggo waffles. Stranger Things ha ridefinito il concetto di evento globale nell'era dello streaming: ogni stagione non era solo "un'uscita", ma un momento di discussione collettiva che fermava il mondo per un weekend.
Anche se l'ultimo episodio è appena uscito e la tentazione di parlarne è fortissima, il vero bilancio non riguarda il "come" finisce, ma il "cosa" ci lascia. Ci lascia la consapevolezza che i mostri si possono sconfiggere, che la memoria è un'arma potente e che, a volte, le avventure più incredibili nascono proprio nelle cittadine più noiose.
Hawkins, la protagonista, ora è silenziosa, ma il vuoto che lascia nel catalogo Netflix (e nei nostri cuori di spettatori) sarà difficile da colmare. È la fine di un'era, ma come ogni grande storia degli anni '80, è destinata a diventare un classico intramontabile.




