PHOTO
Il disegnatore e illustratore Fabio Vettori.
Le sue formiche hanno fatto il giro del mondo, trasformando un piccolo insetto in un simbolo di ironia, amicizia e vita quotidiana. Ma dietro quei disegni ricchi di dettagli c'è una storia che pochi conoscono: quella di un ragazzo trentino, Fabio Vettori, innamorato della montagna, che avrebbe voluto frequentare l'Accademia d'arte e che invece si ritrovò all'istituto per geometri, dove scoprì lo strumento che ancora oggi usa per i suoi lavori. Ora questa avventura diventa il docufilm Ma perché le formiche?, che sarà presentato il 10 agosto al Teatro Navalge di Moena.
Il docufilm racconta la sua storia. Da dove parte?
«È un viaggio alle origini delle formiche e del mio modo di guardare il mondo. Parte dagli anni Settanta e Ottanta, quando sono nate le formiche. Si vedrà un ragazzino che disegna e, in parallelo, la sua grande passione per la montagna. Sono due cose che sono sempre andate insieme: da una parte il disegno, che mi prendeva sempre di più, dall'altra lo sci, le estati sulle Dolomiti, sul Monte Bondone e a Lavarone. Da questo intreccio è nato tutto. Frequentavo la scuola per geometri e già in terza sono diventato maestro di sci. Nel frattempo continuavo a disegnare e nel 1982 ho fatto la mia prima mostra. Lì ho capito che il mio lavoro piaceva a tanta gente. Mia figlia, che ha trent'anni, ha già visto il documentario e si è meravigliata nel rivedere quell'atmosfera così "rock" degli anni Settanta e Ottanta».


Perché proprio le formiche? E che rapporto hanno con la montagna?
«Io dico sempre che se saliamo in cima a una montagna e guardiamo le persone dall'alto sembrano formiche. Succede anche alla base di una pista da sci: guardi in alto e vedi tanti puntini che scendono. Ma dietro c'è molto di più. Ci sono le estati passate in montagna, il tentativo di conciliare gli studi con lo sci e tutto quello che ho vissuto in quegli anni».
Nei suoi disegni colpisce la cura del dettaglio. È una caratteristica del suo carattere?
«Sì. Mi è sempre piaciuto andare nel dettaglio più piccolo, quasi nella miniatura. All'inizio avrei voluto fare la scuola d'arte, ma mi dissero che era meglio l'istituto per geometri. Ed è stata una fortuna, perché lì ho scoperto il rapidograph, la penna a china che uso ancora oggi. Mi ha permesso di rendere il disegno sempre più preciso».


Le sue formiche raccontano la società. Dove trova l'ispirazione?
«Sono sempre stato curioso. Mi piaceva e mi piace osservare tutto quello che mi circondava. L’ispirazione è nata quindi osservando le persone. Io non guardo i formicai, guardo la gente. In qualsiasi posto vada mi piace fare attenzione a quello che succede, perché di gag e di situazioni ce ne sono migliaia. Basta sedersi e guardarsi intorno. Le ispirazioni non finiscono mai».
In famiglia come hanno vissuto questa passione?
«Erano tempi diversi. Noi bambini avevamo molta libertà. I miei genitori volevano soprattutto che prendessi un diploma. Mi hanno lasciato seguire la mia strada. Mio padre, a dire il vero, fino alla fine non ha mai capito bene che lavoro facessi. Era difficile spiegare che cosa significasse vivere disegnando formiche».


Anche i bambini continuano a essere tra i suoi più grandi estimatori.
«Da almeno venticinque anni organizziamo laboratori artistici a Moena. Oggi incontro ragazzi ormai adulti che mi ringraziano perché quei corsi hanno acceso qualcosa dentro di loro. Purtroppo si pensa sempre ai bambini che devono diventare calciatori o ballerine, mentre chi ama disegnare trova poco spazio. Noi cerchiamo di incoraggiarli, soprattutto quelli che non si sentono dei fenomeni. L'importante è dare fiducia e far capire che il disegno è una possibilità per tutti».
Dopo la prima a Moena il documentario sarà visibile altrove?
«Sì. È un progetto nato da un'idea del regista che collabora con la Fondazione Museo Storico del Trentino. Dopo la presentazione sarà trasmesso sul canale della Fondazione in onda su Telepace e poi lo porteremo in giro con altre proiezioni. Adesso la cosa importante è partire. Poi vedremo quale sarà il suo percorso».







