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Ora che il gioco d’azzardo è divenuto un dramma sociale non deve stupire se la riflessione arriva in teatro con uno spettacolo della compagnia del Teatro del Buratto che esordisce in prima nazionale il 16 aprile al Teatro Verdi di Milano. S’intitola “Io me la gioco”. Ed è un titolo coinvolgente, tematicamente azzeccato perché lasciato in sospeso. Quasi a evocare un polo negativo, l’azzardo, e uno positivo, il mettersi in gioco, senza paura o censure, travaglio inevitabile nell’età cruciale dell’adolescenza.
Non solo i soldi, infatti, ci si gioca alle slot machine e davanti agli schermi di computer e smartphone che s’illuminano d’assi e (false) promesse ma il tempo, gli affetti, la famiglia, occasioni preziose. In una parola: la vita. Demone antico, quello della ludopatia, ma che solo in Italia, grazie a politiche sciagurate e avventuriste, è divenuto arruolamento di Stato all’azzardo di massa. Con un messaggio devastante soprattutto per i più giovani: non serve impegnarsi, studiare, faticare. Basta giocare e scommettere. Con l’idea di far quattrini così, tra una botta di fortuna e le pieghe di un precariato senza fine, vegliati poco e male da adulti assenti o rassegnati.
Dopo le tappe sui rischi dell’alcolismo e del web, la regista Renata Coluccini, che ha scritto lo spettacolo avvalendosi della collaborazione scientifica di due psicoterapeuti, s’è avventurata nel mondo del gambling, cercando di analizzare la sua presa soprattutto su giovani e adolescenti. C’è un genitore che al colloquio con il professore scopre che suo figlio, insieme all’amico, non va a scuola da una settimana perché inghiottito dalla sirena del gioco. Il padre si mette alla ricerca, vuole capire. Si confronta con l’insegnante, comincia un’indagine nel mondo eccentrico degli adolescenti dove il gioco, dimensione essenziale dell’esperienza umana, ha valore positivo e catartico perché ha a che fare con il rischio, la sfida con se stessi, le relazioni. Drammi che l’adolescenza esalta. Non c’è solo denuncia, quindi, in questo spettacolo. E se così fosse servirebbe a poco.
«Io me la gioco», spiega Coluccini, «fa parlare i grandi che goffamente provano a mettersi nei panni dei ragazzi, in un gioco di ruolo; fa parlare i ragazzi stretti in definizioni, proiettati in film che a volte non gli corrispondono. Adulti che non sono solo funzioni rispetto a figli o allievi, ma persone con desideri e paure. Ragazzi che possono stupire e sorprendere per intelligenza e sensibilità. L’azzardopatia, il gioco d’azzardo patologico sono presenti come dipendenze-trappole da cui ci si può salvare mettendosi in gioco con se stessi, nelle relazioni».
C’è chi, dopo essere stato travolto dall’azzardo, non ce la fa a rimettersi in gioco e ricominciare a vivere. Ma questo, forse, meriterebbe uno spettacolo a parte.
SCHEDA
16 - 26 aprile 2015 – debutto nazionale
Teatro del Buratto
IO ME LA GIOCO
Testo e regia di Renata Coluccini
con Elisa Canfora/Dario De Falco, Stefano Panzeri
Animazioni video Carlo Fusani
Supervisione scientifica della dott.ssa Cristina Perilli
Disegno luci Marco Zennaro
Direttore di produzione Franco Spadavecchia
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 6880038
ORARI: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30
BIGLIETTI: intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto (over 65/under 25) 10€
mercoledì posto unico 10€
Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 02 27002476 - www.teatrodelburatto.it - info@teatrodelburatto.it
Prenotazioni: orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00
La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo
Non solo i soldi, infatti, ci si gioca alle slot machine e davanti agli schermi di computer e smartphone che s’illuminano d’assi e (false) promesse ma il tempo, gli affetti, la famiglia, occasioni preziose. In una parola: la vita. Demone antico, quello della ludopatia, ma che solo in Italia, grazie a politiche sciagurate e avventuriste, è divenuto arruolamento di Stato all’azzardo di massa. Con un messaggio devastante soprattutto per i più giovani: non serve impegnarsi, studiare, faticare. Basta giocare e scommettere. Con l’idea di far quattrini così, tra una botta di fortuna e le pieghe di un precariato senza fine, vegliati poco e male da adulti assenti o rassegnati.
Dopo le tappe sui rischi dell’alcolismo e del web, la regista Renata Coluccini, che ha scritto lo spettacolo avvalendosi della collaborazione scientifica di due psicoterapeuti, s’è avventurata nel mondo del gambling, cercando di analizzare la sua presa soprattutto su giovani e adolescenti. C’è un genitore che al colloquio con il professore scopre che suo figlio, insieme all’amico, non va a scuola da una settimana perché inghiottito dalla sirena del gioco. Il padre si mette alla ricerca, vuole capire. Si confronta con l’insegnante, comincia un’indagine nel mondo eccentrico degli adolescenti dove il gioco, dimensione essenziale dell’esperienza umana, ha valore positivo e catartico perché ha a che fare con il rischio, la sfida con se stessi, le relazioni. Drammi che l’adolescenza esalta. Non c’è solo denuncia, quindi, in questo spettacolo. E se così fosse servirebbe a poco.
«Io me la gioco», spiega Coluccini, «fa parlare i grandi che goffamente provano a mettersi nei panni dei ragazzi, in un gioco di ruolo; fa parlare i ragazzi stretti in definizioni, proiettati in film che a volte non gli corrispondono. Adulti che non sono solo funzioni rispetto a figli o allievi, ma persone con desideri e paure. Ragazzi che possono stupire e sorprendere per intelligenza e sensibilità. L’azzardopatia, il gioco d’azzardo patologico sono presenti come dipendenze-trappole da cui ci si può salvare mettendosi in gioco con se stessi, nelle relazioni».
C’è chi, dopo essere stato travolto dall’azzardo, non ce la fa a rimettersi in gioco e ricominciare a vivere. Ma questo, forse, meriterebbe uno spettacolo a parte.
SCHEDA
16 - 26 aprile 2015 – debutto nazionale
Teatro del Buratto
IO ME LA GIOCO
Testo e regia di Renata Coluccini
con Elisa Canfora/Dario De Falco, Stefano Panzeri
Animazioni video Carlo Fusani
Supervisione scientifica della dott.ssa Cristina Perilli
Disegno luci Marco Zennaro
Direttore di produzione Franco Spadavecchia
Teatro Verdi
Via Pastrengo 16, Milano – Tel. 02 6880038
ORARI: da martedì a sabato: ore 21.00 domenica ore 16.30
BIGLIETTI: intero 20€ - convenzionati 14€ -ridotto (over 65/under 25) 10€
mercoledì posto unico 10€
Vendita on-line: www.vivaticket.it (con diritto di prevendita)
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: 02 27002476 - www.teatrodelburatto.it - info@teatrodelburatto.it
Prenotazioni: orario da lunedì a venerdì 10.00/13.00 -14.00/18.00
La Biglietteria presso il Teatro Verdi è aperta solo nei giorni di spettacolo




