Durante il mese di aprile c’è un evento in grado di calamitare a sé tutte le attenzioni del mondo musicale e social: il Coachella Valley Music and Arts Festival, conosciuto semplicemente come “Coachella”. Dal 1999 si svolge nel deserto della California a Indio, distante circa 200km da Los Angeles. A pensare al successo planetario attuale del festival si fatica a credere che gli inizi furono tutt’altro che semplici. La prima edizione, che si svolse a ottobre, fu un successo a livello di critica, ma un disastro finanziario per gli organizzatori, a tal punto da annullare l’edizione dell’anno successivo.

Nel 2001 il Coachella venne riproposto nel mese di aprile per evitare il caldo infernale dell'estate californiana. Da qui iniziò la scalata che l’ha portato ad essere conosciuto in ogni angolo del globo, con il primo sold out registrato nel 2004. Tra le esibizioni più iconiche che ne hanno segnato la storia vanno ricordate quella dei Daft Punk, che suonarono all’interno di una piramide LED nel 2006, quella di Snoop Dog e Dr. Dre che replicarono la figura di Tupac grazie ad un ologramma (2012) e la performance di Beyoncè nel 2018.

Tutto questo quando al centro del Coachella c’era la musica. Nel corso degli anni il festival ha cambiato pelle, passando da essere una celebrazione per i suoni e l’arte ad una passerella per influencer, modelle e vip. È avvilente vedere come tutto ormai debba essere brandizzato, facendo perdere ad eventi nati per essere un polo culturale e artistico tutto il valore che negli anni si erano creati. Da quando il Coachella è diventato “social” si è completamente snaturato, anche per colpa degli organizzatori, rei di cavalcare questa popolarità per scopi meramente economici. Per carità, i conti devono sempre tornare ed è impensabile che negli anni ’20 di questo secolo un fenomeno come il Coachella non appaia minimamente sui social network. Ma ci dovrebbe essere un confine ben definito tra divulgazione e spettacolarizzazione, confine che negli anni è stato ampiamente superato. Se infatti apriamo un qualsiasi social network e si cercano i trend legati al Coachella, apparirà tutto tranne che le performance degli artisti e la loro musica. Troverete invece una serie infinita di video di influencer, o presunti tali, che sfoggiano i loro vestiti e il loro trucco per andare all’evento. La morte dell’arte a favore dell’esibizionismo di una categoria che, così come esplicita il loro nome, influenza sempre di più non soltanto le tendenze di moda, ma anche eventi che finiscono per perdere il loro valore.

Photo taken in Coachella, United States
Photo taken in Coachella, United States
La ruota panoramica, simbolo del Festival, è diventata uno sfondo per le fotografie da postare di chi partecipa. (IStock)

A seguito di questa ondata social, il Coachella è diventato iper esclusivo anche a causa di prezzi stratosferici che non permettono a persone comuni di assistere. Se nel 1999 un biglietto per il fine settimana costava circa 100 dollari, nel 2026 di dollari ce ne vogliono 650. Anche all’interno degli stand i prezzi per le bibite o il cibo ha raggiunto vette folli. Per chi frequenta l’edizione di quest’anno, è impossibile pagare un pasto meno di 50 dollari. E non stiamo parlando di piatti stellati, ma della classica accoppiata bibita+ panino o pizza.

Se nel 2006 la piramide dei Daft Punk era il fulcro della loro esibizione, oggi queste installazioni vengono utilizzate come set per le fotografie da pubblicare. Durante questi ultimi anni infatti, c’è più gente in fila per farsi fotografare davanti alle scenografie (ormai senz’anima) che ad ascoltare gli artisti nei palchi minori. Il Coachella rappresenta lo specchio della società attuale fatta di ostentazione e povertà culturale. Anni in cui una foto conta più dell’esperienza e un like vale molto più che assistere ad un concerto.

Famiglia ed educazione

Instagram toglie i like, ecco cosa c'è dietro

Instagram toglie i like, ecco cosa c'è dietro
Instagram toglie i like, ecco cosa c'è dietro