“Ora una nave guerriera insieme ai soldati di Cristo mi spinge alle porte d’Egitto. Non ho spade celate nel saio, ma solo le pagine intrise di acqua e di sale di Marco, Giovanni, Luca e Matteo. Che cosa mi porta a questo orizzonte? Stillare nel sangue infedele il verbo di Cristo? Mutare la fede in chi crede ad Allah? No, è il fuoco d’amore, il calore folle e innocente che mi abita in corpo. La chiamata di Dio che incendia il mio cuore”.

Chi pronuncia queste parole è Francesco d’Assisi, mentre nel 1219 intraprende il viaggio che lo porta, sulle rive del Nilo, a incontrare Malik al-Kamil, il Sultano d’Egitto. È in corso quella che sarà definita la Quinta Crociata, c’è il fragore delle armi, si scontrano cristiani e musulmani, ma Francesco cerca l’incontro invece dello scontro.

Le parole di Francesco sono immaginate da Guido Barbieri, storico della musica, drammaturgo, storica voce dei programmi musicali di Radio3, in questo caso autore dei testi di Il Santo Folle. Francesco, il Sultano, un tenda sulle rive del Nilo, lo spettacolo che debutta sul 4 giugno nella chiesa di San Francesco, a Ravenna, nell’ambito dell’edizione 2026 del Ravenna Festival.

“Lo spettacolo”, spiega Barbieri, “mi è stato commissionato da Angelo Nicastro, direttore artistico del Ravenna Festival. Non ho immaginato di mettere in scena l’incontro tra Francesco e il Sultano. Il loro dialogo non è presentato in forma diretta, ma evocato attraverso il filtro della memoria, con il racconto di Jacopa de’ Settesoli, l’aristocratica romana amica di Francesco, con la quale egli si confida alla vigilia della sua morte”.

Lo spettacolo si presenta come un’azione scenica per l’attrice Astra Lanz (Jacopa), il baritono Nicola Zambon (Francesco) e il basso Ludovico Dal Pra (Sultano d’Egitto). Le musiche composte da Marcello Fera (anche nel ruolo di violino solista e direttore) sono eseguite dal Conductos Ensemble, dal Gruppo Vocale Heinrich Schütz e dal percussionista Marco Zanca, che è anche maestro di spada.

“Per evocare la battaglia fra cristiani e musulmani ho fatto combattere tre duelli registrati in video. Si tratta di una cosa molto astratta, senza costumi, che proiettiamo sull’abside bianca di san Francesco, con l’accompagnamento delle percussioni”. Secondo Barbieri, nell’incontro con il Sultano, Francesco “introduce, pur senza mai condannare esplicitamente la campagna militare, la pratica ‘scandalosa’ della diplomazia, del dialogo, del confronto alla pari con il nemico, con l’infedele”. Un gesto che lascia nella storia un segno indelebile.

Il Santo Folle va in scena al Ravenna Festival fino al 9 giugno, poi sarà rappresentato a Pordenone e Merano.