Ditonellapiaga, Che fastidio! VOTO: 7,5

Un testo dirompente, irriverente, e per nulla sanremese che diventa anche occasione di un grande show della talentuosa cantante, dal look retro e un’ottima vocalità che si perde un po’ nell’eccesso di arrangiamento.

Michele Bravi, Prima o poi VOTO: 7

Un brano e un’interpretazione esaltati dall’orchestra, e la presenza scenica di un cantante che comunica con la sua voce singolare e an che con lo sguardo

Sayf, Tu mi piaci tanto VOTO: 7,5

Un debutto che porta un’inziale timidezza che poi si scioglie al rimo di un brano con un ritornello semplice ma strofe dense di riferimenti alla storia politica e sociale italiana.

Mara Sattei, Le cose che non sai di me VOTO: 7

Una canzone che resta nella mente e nel cuore, molto classica, nello stile delle grandi interpreti della canzone italiana, in cui una cantante che frequenta anche gli ambienti più underground qui si concede punte di virtuosismo esaltata dal tappeto di violini.

Dargen D’Amico, AI AI VOTO: 7

Tra rap e ritornello ballabile, il cantante ha voglia di provocare, con l’entrata anticipata, con l’abito, gli occhiali e naturalmente con un testo che gioca con i rischi dell’intelligenza artificiale, scomodando anche un richiamo al Vangelo. Ma lo fa sempre in modo simpatico, scanzonato e terribilmente serio.

Arisa, Magica favola VOTO: 5

Anche a un secondo ascolto, è più l’irritazione del piacere nel sentire una canzone che richiama la colonna sonora dei film Disney. Certo, lo dichiara sin dal titolo, ma davvero troppo stucchevole. Con il finale poi “dell’arcobaleno qui dentro di me”…

Luchè, Labirinto VOTO: 7

Uno dei testi migliori per parlare di un amore che può finire, senza che ciò si trasformi in tragedia. Tipico andamento rap, ma non privo di originalità ritmiche.

Tommaso Paradiso, I romantici VOTO: 6,5

Davvero un proposito magnifico questo amore che non ha nulla di maledetto ma vuol, continuare ad alimentare la quotidianità con piccoli gesti di cura, rispetto, attenzione. La canzone nel complesso lo è un po’ meno, ma viva il romanticismo concreto, ce ne sarebbe bisogno.

Elettra Lamborghini, Voilà VOTO: 4

Un tormentone estivo fuori stagione che non è altro, che una versione 2.0 della canzone di Raffaella Carrà, d’altronde esplicitamente citata. Brano utile a far ballare in discoteca, ma che con la canzone italiana ha poco a che spartire

Patty Pravo, Opera VOTO: 5

Tanto artificio poca autenticità. La diva c’è stata ma ora ne sembra la caricatura anche sul piano della voce. Gli echi in stile Battiato sono sprecati per un brano che non emoziona.

Samurai Jay, Ossessione VOTO: 4

Altro tormentone con echi di musica latina perfetto per far dimenare nelle piste, e un testo giocato sull’attrazione sessuale che fa pure… soffrire.

Raf, Ora e per sempre VOTO: 6

Una canzone orecchiabile di buoni sentimenti, un inno all’amore per la moglie. Tutto bella ma davvero poco memorabile

J-Ax, Italia Starter Pack VOTO: 7,5

Andando controcorrente con i giudizi degli altri critici e le quotazioni degli scommettitori, noi apprezziamo molto questa ballata trascinante che ricorda il folk di Davide Van Der Sfroos, e ci ricorda che nella vita è anche questione di fortuna

Fulminacci, Stupida sfortuna VOTO: 6,5

Acclamato dai critici, perché in un panorama dove si sperimenta poco con le sfumature della lingua lui ci prova, anche se il cliché del ragazzo sfortunato, forse anche un po’ depresso, non è proprio così originale

Levante, Sei tu VOTO: 8

Un testo originale che racconta cosa succede al corpo quando è investita dalla forte emozione dell’amore. Lei è bella, canta benissimo, ha scritto da sola la canzone, rifugge ogni stereotipo, meriterebbe davvero un posto sul podio.

Fedez e Marco Masini, Male necessario VOTO: 8

Grandi alchimia tra due voci molto diverse, che giocano sull’essere due maledetti, un po’ per volontà un po’ per caso.

Ermal Meta, Stella stellina VOTO: 7,5

Echi mediterranei per una struggente ninna nanna a una bambina morta, uno dei pochi brani impegnati di questa edizione, con l’arrangiamento colto di Dardust esaltato dall’orchestra.

Serena Brancale, Qui con me VOTO: 7,5

Una voce potente che mette tutto il cuore in un ricordo della madre scomparsa cinque anni fa e a cui deve l’amore per la musica. Con la sorella che dirige l’orchestra. Commovente.

Nayt, Prima che VOTO: 6,5

Un rapper che decide di confrontarsi con Sanremo restando fedele al suo stile e al suo pubblico raccontando il disagio di tanti giovani senza provare a edulcorarlo. Onesto e umile, non sono qualità da poco.

Malika Ayane, Animali notturni VOTO: 7,5

La migliore erede di Ornella Vanoni, per voce, stile, ironia, e follia, con un brano musicalmente raffinato e trascinante.

Eddie Brock, Avvoltoi VOTO: 5

La sua storia di amore impossibile con la migliore amica che confida tutte le storie sbagliate non ha giovato dell’interpretazione dal vivo. Forse sarà stata l’emozione ma l’esecuzione è stata davvero fuori tono per usare un eufemismo.

Sal Da Vinci, Per sempre sì VOTO: 5

Per amanti delle sceneggiate napoletane, racchiude tutti di quell’amore gridato un po’ sguaiato in chi non c’è davvero nulla di nuovo, certo, la musica acchiappa, ma per un autore di musical è mestiere.

Enrico Nigiotti, Ogni volta che non so volare VOTO: 8

L’esecuzione dal vivo con l’orchestra ha davvero amplificato la qualità sia del testo sia dell’interpretazione di un cantautore che si può sia nato e cresciuto sul questo palco, e meriterebbe davvero un posto sul podio per questo canzone che parla al cuore di tanti di noi

Tredici Pietro, Uomo che cade VOTO: 7

Il figlio più giovane di Gianni Morandi ha fatto di tutto per portare avanti il suo percorso musicale senza essere riconosciuto come “figlio di”! Rapper a cui non manca la voce, nel vederlo cantare su quel palco è impossibile non ritrovare in lui la gestualità del Gianni nazionale.

Bambole di Pezza, Resta con me VOTO: 6,5

Energia dirompente, che non sembra convincere del tutto l’Ariston. Noi le avremmo preferite più cattive, come sanno essere.

Chiello, Ti penso sempre VOTO: 5

Lodevole il tentativo di non cadere in cliché musicali, anche se abbiamo colto un richiamo lontano a Battisti nelle prime strofe. Nel complesso, però, la canzone proprio non convince.

Maria Antonietta e Colombre, La felicità e basta VOTO: 7,5

Un brano scanzonato e irriverente, che esalta la coppia nella vita e sul palco che canta la loro via di fuga dalle pressioni sociali, “fare una rapina insieme”, ovvero giocare, prenderla con leggerezza, per restare in piedi.

Leo Gassmann, Naturale VOTO: 7

Una bella canzone d’amore di un artista che è maturato anche nella sua presenza sul palco, che modula la voce tra i tani bassi e graffiati a quelli più gridati.

Francesco Renga, Il meglio di me VOTO: 6

Al decimo Sanremo non riesce più a trovare il brano giusto, perché meriterebbe di meglio una delle voci più belle e virtuose che calcano quel palco.

LDA & Aka7even, Poesie clandestine VOTO: 6,5

Due stilosi giovani che sanno far ballare, unendo la tradizione neomelodica, con movenze rap e un testo interessante